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Il Mondiale muoverà investimenti infrastrutturali per 240 miliardi di euro

(di Marcel Vulpis*) – Dal 21 novembre al 18 dicembre del 2022 il Qatar organizzerà la prossima edizione della Coppa del Mondo. Un evento di sport-business capace di generare 240 miliardi di euro di investimenti infrastrutturali destinati a cambiare radicalmente il volto dello Stato arabo. Attraverso lo sport, infatti, punta a crescere in immagine e credibilità internazionale sui mercati.

Solo nel 2017 il governo qatariota ha speso, su base settimanale, 430 milioni di euro in investimenti finalizzati a promuovere il turismo e in progetti per la realizzazione di nuove aree residenziali (negli ultimi 10 anni la popolazione del Qatar è passata da 700 mila a 2,2 milioni di abitanti).

Per ritagliarsi un ruolo di assoluto prestigio nel Golfo, il Governo intende, nel prossimo quadriennio, investire in infrastrutture il 30% del Prodotto interno lordo (una percentuale mai spesa, nella storia dell’economia mondiale, da un singolo Stato). Tra le opere più importanti pianificate vi è la costruzione della metropolitana di Doha, che si svilupperà per 80 km (in totale 37 stazioni). Ciò contribuerà alla riduzione del traffico urbano e dell’inquinamento atmosferico.

 “L’organizzazione della Coppa del mondo rappresenta un importante successo per il Qatar, oltre che un riconoscimento del ruolo emergente del Paese nel settore dello sport. Doha si è affermata, in questi ultimi anni, come meta sportiva di primo piano nel management di competizioni a livello internazional, grazie alle sue eccellenti strutture, ma anche ad una dinamica azione di “diplomazia dei grandi eventi”, ha spiegato in esclusiva a Tuttosport, Pasquale Salzano, ambasciatore d’Italia in Qatar. “L’Emirato guarda con interesse non solo al calciom ma a tutte le discipline: solo per fare un esempio, Doha ospiterà ad ottobre di quest’anno i Mondiali di ginnastica artistica, e, nel 2019, quelli di atletica. Questi appuntamenti produrranno un flusso crescente di visitatori da tutto il mondo, permettendo al Paese di rafforzare e ampliare il ventaglio delle proprie collaborazioni con i partner internazionali…Sono sicuro che la Coppa del Mondo del 2022 sarà un’edizione particolarmente apprezzata per l’organizzazione e per il messaggio culturale che la città di Doha intende trasmettere. Il Qatar crede nell’importanza di educare le giovani generazioni ai valori dello sport, come contributo positivo alla crescita del benessere sociale” ha sottolineato Salzano.

Business, etica e sport nel futuro del Qatar.

Il governo di Doha, da diversi anni, investe sul terreno dell’etica sportiva. E’ nato così l’Aspire academy for sports excellence, un progetto finalizzato a costruire in casa i campioni del futuro.

Lanciato nel 2004 su impulso dell’emiro Jassim Bin Hamad Al-Thani, l’academyha visto la collaborazione di importanti tecnici stranieri, potendo sfruttare tecnologie, sistemi di allenamenti all’avanguardia e attrezzature di ultima generazione. E’ un progetto di vivaio sportivo, che nasce in Qatar, ma con contaminazioni da ogni parte del mondo. Si appoggia sull’Aspire Dome, centro indoor polifunzionale, dove si disputano eventi di atletica, pallavolo, basket, oltre a concerti musicali.

Se si concentra l’attenzione sul calcio, nel periodo 2007-2012, sono state disputate 210 mila partite (in più di 900 impianti), in giro per il mondo, e sono stati visionati 5,2 milioni di giovani atleti. E magari alcuni di questi vestiranno la maglia della Nazionale qatariota nel 2022. (fonte: Tuttosport)

*direttore agenzia Sporteconomy.it

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