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Finanza – I conti ASROMA…al “profumo” di OPA

La posizione finanziaria netta consolidata, risulta a debito per 53,8 milioni di euro, mentre al 30/06/2010 era a debito per 8,5 milioni di euro, quindi risulta peggiorata di 45,3 milioni di euro. Essa è composta da disponibilità liquide e investimenti di liquidità, per 2,8 milioni di euro e da un indebitamento finanziario, con scadenza entro l’esercizio, pari a 56,6 milioni di euro (11,9 milioni di euro, al 30/06/2010), con un incremento di 44,7 milioni di euro. L’indebitamento finanziario, esigibile entro i 12 mesi, è relativo principalmente all’esposizione verso Unicredit-Factoring, a seguito della cessione pro-soluto di crediti maturandi per diritti TV e sponsorizzazione tecnica.

Nel bilancio si legge che queste operazioni di finanziamento sono state poste in essere “al fine di far fronte ai fabbisogni derivanti dagli adempimenti previsti dalla normativa federale in materia di iscrizione ai campionati professionistici e di ottenimento della Licenza UEFA”.

Ricordiamo che, ai fini del regolamento del fair play finanziario, in caso di presenza di un patrimonio netto negativo o di un peggioramento dell’indebitamento finanziario netto del club rispetto alla stagione precedente scatta l’obbligo di fornire un’informativa finanziaria supplementare, per dimostrare che il club sia in grado di adempiere agli obblighi successivi.

Questi due elementi mettono a rischio l’altro principio cardine del Fair Play ossia il “principio della continuità aziendale”, ossia la capacità di far fronte ai futuri impegni finanziari. L’applicazione del principio di continuità è stato oggetto di un’osservazione da parte dei revisori, al punto 4 della loro realzione. Infatti, la BDO spa ha rilevato che si è proceduto alla redazione dei conti in base al principio di continuità aziendale in quanto le necessarie risorse per far fronte ai fabbisogni finanziari, “deriveranno oltre che da finanziamenti anche dall’aumento di capitale sociale della Capogruppo, così come comunicato al mercato.”

Il rapporto tra costo del personale e ricavi è nettamente superiore al limite massimo del 70% stabilito dal regolamento del fair play finanziario. Infatti, il costo del personale, al 30 giugno 2011, è pari a 106,1 milioni di euro (101,2 milioni di euro, al 30 giugno 2010), mentre il totale dei ricavi segna la cifra di 143,9 milioni di euro. Il rapporto tra costo del personale e ricavi è pari al 74,24%, mentre al 30/06/2010 era pari al 73,87%.

Ricordiamo che ai sensi dell’articolo 62 comma 4 del Regolamento sul Fair Play Finanziario, potranno essere richiesti maggiori approfondimenti ed analisi ai club che presentino un costo del personale superiore al 70% dei ricavi.

Se si considerassero anche gli ammortamenti dei diritti pluriennali alle prestazioni sportive dei calciatori pari a 21.200 migliaia di euro (23.514 migliaia di euro, al 30 giugno 2010), il rapporto salirebbe all’89%.

I Debiti verso dipendenti e tesserati risultano pari a 9,7 milioni di euro (20,7 al 30/06/2011), in diminuzione di 11 milioni. Per quanto riguarda il pagamento dei tesserati, la cifra debitoria esposta induce a ritenere che avvenga nel rispetto delle disposizioni previste in materia di iscrizione ai campionati professionistici.

Anche dal punto di vista fiscale il bilancio consolidato di A.S. Roma Spa, non sembra presentare problematiche ai fini del Fair Play Finanziario. L’importo dei debiti tributari a lungo termine è di sole 65 mila euro (2,5 milioni nel 2009/10) e quello a breve termine è di 8,3 milioni (8,2 mln nel 2009/10).

I debiti verso le società di calcio a lungo termine sono pari a 11.150 migliaia di euro (4.079 migliaia di euro, al 30 giugno 2010), mentre quelli a breve termine sono pari a 11.828 migliaia di euro.

Per essere in regola con il Fair Play devono essere pagati alla scadenza. A.S. Roma S.p.A vanta crediti verso società di calcio allocati tra la attività non correnti pari a 2.750 migliaia di euro (2.100 migliaia di euro, al 30 giugno 2010), con esigibilità prevista oltre 12 mesi. I crediti verso società di calcio con esigibilità entro 12 mesi sono pari  a 11.237 migliaia di euro (16.626 migliaia di euro, al 30 giugno 2010). Il saldo tra debiti e crediti verso società di calcio è negativo per circa 9 milioni. Questo è un dato che va considerato unitamente alla posizione finanziaria netta, ai fini del Fair Play Finanziario.

Il bilancio consolidato al 30/06/2011 chiude con un perdita di 30,8 milioni e quello chiuso al 30 giugno 2010 chiudeva con una perdita di 22,5 milioni. Ricordiamo che per il periodo transitorio di applicazione del Regolamento UEFA sul Fair Play Finanziario la soglia di tolleranza è fissata a 45 milioni di euro. Emerge chiaramente, nel caso di A.S. Roma, la necessità di invertire il trend, passando attraverso la ricapitalizzazione.

(di Luca Marotta – analista specializzato in contabilità di club di calcio) – A.S. Roma S.p.A.: un consolidato in attesa della nuova proprietà. L’ultimo bilancio consolidato di A.S. Roma S.p.A., quello chiuso il 30/06/2011,  presenta alcune situazioni tipiche da “warning” ai fini del Regolamento UEFA sul Fair Play Finanziario. Innanzitutto, il Patrimonio netto consolidato, al lordo della quota di terzi, risulta negativo per 44,0 milioni di euro e peggiora la situazione del 30 giugno 2010, quando era negativo per 13,2 milioni Questo significa che il valore totale delle attività (€ 102.560.000) non copre completamente il valore totale delle passività.

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Marcel Vulpis

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