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Emergenza Coronavirus: Ventimiglia (CSB) interviene sulla querelle degli allenamenti dei calciatori

(di Sejon Veshaj) – L’avvocato penalista e Presidente del Centro Studi Borgogna, Fabrizio Ventimiglia ha rilasciato al portale Diritto24 (a cura de Il Sole 24 ore), il suo pensiero in merito alla scelta delle società di Serie A di rinviare a data da destinarsi la ripresa dell’attività agonistica, in relazione all’evoluzione dell’emergenza sanitaria Covid-19.

Tutti i club della massima serie sembrerebbero, dunque, attenersi alle indicazioni arrivate nei giorni scorsi dalla F.I.G.C. (Federazione Italiano Giuoco Calcio), in persona del suo Presidente, Gabriele Gravina, e dall’AIC (Associazione Italiana Calciatori), fissando al 3 aprile il primo provvisorio traguardo per la ripresa degli allenamenti, come suggerito dal DPCM emanato dal Governo, dove vengono sospese tutte le attività sportive.

Come già auspicato nei giorni scorsi dall’avvocato Ventimiglia (nella foto in primo piano), le società devono adottare misure più incisive possibili per tutelare l’integrità fisica dei loro dipendenti, rispettando le norme igienico-sanitarie e gli aspetti di natura organizzativa, favorendo lo svolgimento di programmi di allenamento personalizzati a casa. Questo per non incappare in sanzioni e reprimende da parte dell’Organismo di Vigilanza, deputato a verificare e vigliare sulla corretta applicazione delle misure previste.

Eventuali riprese degli allenamenti infatti, potrebbero far scaturire provvedimenti di rilevanza penale nei confronti delle società. Oltre al rischio di incorrere nella c.d. responsabilità da reato prevista dal D.lgs. 231/2001(tra i quali reati vi sono quelli di “omicidio colposo” e “lesioni personali colpose, commesse in violazione della normativa a tutela dell’igiene e della sicurezza”), laddove i club decidessero di convocare “forzatamente” gli atleti e lo staff tecnico per la ripresa delle sedute di allenamento, prospettando, in caso di mancata presentazione, una decurtazione degli emolumenti, si potrebbe infatti anche configurare in capo al datore di lavoro un ulteriore grave reato, quello di violenza privata, disciplinato dall’art. 610 c.p.

Tale Articolo punisce, infatti, con la reclusione fino a quattro anni “chiunque, con violenza o minaccia, costringe altri a fare, tollerare od omettere qualche cosa”.

Per evitare un simile scenario, l’Avvocato Ventimiglia raccomanda di seguire il comportamento virtuoso già intrapreso da diverse società, che si sono adoperate fornendo tempestivamente agli atleti, presso le rispettive abitazioni, le necessarie attrezzature da palestra, ed organizzando un servizio di delivery per i pasti, monitorando costantemente il peso forma dei giocatori.

Alcune società hanno anche pensato a misure per cercare di riprendere in breve tempo il lavoro sul campo. Si sono ipotizzate sedute atletiche in piccoli gruppi, composti da due massimo tre calciatori che si allenerebbero su campi differenti in orari diversi, centellinando l’uso degli spogliatoi in relazione agli orari previsti. Il tutto tenendo sotto controllo la salute dei tesserati misurando costantemente la temperatura corporea e provvedendo ad effettuare tamponi ove ce ne fosse bisogno.

Tali misure, seppur minuziosamente studiate, non sembrano garantire una sicurezza assoluta, sia in riferimento agli atleti e sia in riferimento ai dipendenti della società.

Sempre secondo il Presidente del Centro Studi Borgogna, Fabrizio Ventimiglia, le “chat di gruppo” sui vari social e applicazioni di messagistica rimangono gli strumenti più sicuri ed efficaci per supervisionare l’andamento dei vari programmi di allenamento consegnati da parte dello staff tecnico ai giocatori.

Viene ribadita quindi, la speranza di vedere, da parte di tutti i Presidenti dei club del nostro massimo campionato calcistico, applicate in maniera efficace le linee guida di un modello di organizzazione, gestione e controllo, che hanno trovato applicazione nel nostro ordinamento sportivo grazie al nuovo Codice di Giustizia Sportiva, fortemente voluto dal Presidente della Federazione, Gabriele Gravina ed entrato in vigore il 12 giugno 2019.

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