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Cuneo-Piacenza (20-0): se questo è calcio! Una figuraccia di portata mondiale

Lo scempio di oggi, in concomitanza di Cuneo-Pro Piacenza (terminata 20-0 per i piemontesi), segna (per il momento) il punto più basso del calcio italiano (nello specifico del campionato di serie C). Il Pro Piacenza (club del girone “A”), da tempo non paga gli stipendi ai propri tesserati. Oggi si è presentato in campo con soli 7 elementi, di cui non si sa o non si sapeva nulla calcisticamente parlando. Una partita “farsa” destinata ad entrare nel guinness dei primati, chiaramente in negativo. C’è da chiedersi seriamente se questo campionato, per diversi casi incredibili (come il Pro PC), sia ancora un campionato “regolare”. E’ sufficiente spostarsi con l’attenzione, per esempio, al girone “C” e in fondo c’è un Matera calcio con -18 punti. Non si capisce se è un risultato sportivo o un dato “meteo”. Eppure è a -18. Avete capito bene!

Il presidente della FIGC, Gabriele Gravina, parla correttamente di “farsa“. Il n.1 della Lega Pro, Francesco Ghirelli, ha poi dichiarato: “Domani il giudice sportivo deciderà sul provvedimento da adottare, la Lega Pro è obbligata a rispettare  le regole che esistono. Oggi sono stati violati i fondamentali principi di correttezza e lealtà sportiva in modo inaccettabile“.

Tutto vero e condivisibile, ma, soprattutto, nel caso di Ghirelli, chi, meglio di lui, al di là dell’intervento del giudice sportivo, può intervenire chiedendo, per esempio, al presidente del Pro Piacenza o di pagare tutti gli arretrati in tempi veloci o di “ritirarsi”, perché non è che, ogni settimana, possiamo assistere a questa “vergogna” sportiva.

Una vergogna per i tifosi del Pro Piacenza, una vergogna per chi ha partecipato all’evento sportivo, una “umiliazione” (assurda) per questi poveri 7 ragazzi mandati in campo senza un senso logico, se non quello di “sporcare” la casella della partita disputata.

Se fossi il presidente del Pro Piacenza mi ritirerei di buon ordine, se fossi Ghirelli lo convocherei a Firenze e lo convincerei a prendere la stessa decisione. Se fossi, poi, uno dei presidenti del girone del Pro Piacenza non saprei più che pensare: è un girone regolare? Secondo me no. E cosa succede quando un campionato non è più regolare da tempo? Ho visto Leghe “commissariate” per molto meno.

Da settimane stiamo assistendo ad eventi assurdi e questo è l’ultimo di una lunga serie (il Pro Piacenza non è l’unico club con questi problemi). Non capisco perché non si arrivi a questa scelta difficile, ma obbligatoria, per riportare un po’ di ordine in un movimento sportivo, dove, evidentemente, da troppo tempo, ci sono “presidenti” che non rispettano le regole.

Oggi ho sentito diversi addetti ai lavori e tutti (nessuno escluso) concordano su un aspetto: non è più, purtroppo, un campionato regolare.

Pertanto, a ciascuno dei vertici dello sport italiano, chiediamo la responsabilità di decisioni difficili, ma assolutamente inevitabili. Certamente non è più tempo di frasi lapidarie o di note ufficiali. Anche questa “stagione” è passata. E’ il tempo delle scelte, ma soprattutto dei “fatti”, non più delle “farse”. Quelle ne abbiamo viste pure fin troppe negli ultimi anni, in questo povero calcio massacrato.

 

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Marcel Vulpis

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