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CONI-MIUR, lo sport di classe diventa realtà

(di Gianni Bondini) – “Se potessi mangiare un’idea avrei fatto la mia rivoluzione”. Cantava negli anni ’70 lo scomparso cantautore e poeta del disagio Giorgio Gaber.

Quarant’anni dopo, Giovanni Malagò, se la speranza di Gaber fosse realtà, avrebbe fatto una delle più grandi abbuffate rivoluzionarie della storia del nostro paese.

Nella “Buona scuola” del governo “Lo sport di classe” (cucinato dal Coni) potrebbe diventare il piatto del giorno, a cura dello chef Giovanni Malagò della sua squadra, guidata dal capo del team Francesco Soro con al fianco Teresa Zompetti (responsabile Coni-scuola).

La prelibatezza: è l’attività fisica nella scuola primaria (dalla 2 alla 5 elementare). Come risultava già dal progetto dell’onorevole (PD) Laura Coccia, assorbito riservatamente.

Di attività fisica (chiamarla “motoria” fa tanto Scuola Guida) ne ri-parliamo in questo momento perché, oggi a mezzogiorno, nel salone d’onore del Foro Italico (Palazzo H), hanno parlato proprio di “Sport e attività fisica a scuola” il sottosegretario all’Istruzione Davide Faraone (dall’approccio pragmatico di taglio renziano), il presidente del Coni Malagò, il presidente dell’ormai autonomo Comitato Paralimpico Luca Pancalli e, sorprendentemente, il presidente dell’Accademia Olimpica (AONI) Mauro Checcoli, guardati a vista dal segretario generale del Coni Roberto Fabbricini.

Abbiamo scoperto dei dati numerici sorprendenti, a paragone della stagione 2013-2014. Nel progetto “Sport di classe” sono coinvolti 5.547 plessi (raggruppamenti scolastici), rispetto ai 2.021 dell’alfabetizzazione motoria (Iddio perdoni l’autore di quel titolo); 42.303 classi scolastiche contro 15.659; con 850 mila bambini invece dei 310 mila e 22 settimane di attività contro le 12 settimane dell’anno scolastico precedente.

Malagò ha portato immediatamente la discussione sul piano della “civiltà”: “Continuo a credere che sia fondamentale creare una nuova cultura dello sport e per farlo bisogna partire dalla base, dai banchi della primaria“. E ha aggiunto che certe scelte, appunto di civiltà e, aggiungiamo noi di “sanità”, possono avvenire fregandose del grande palcoscenico internazionale. “L’Austria – continua il presidente del Coni – pur rappresentando una capofila nello sport a scuola, a Londra non ha vinto medaglie, ma di certo è un punto di partenza irrinunciabile. Per la prima volta (grazie al Governo) si possono pianificare una serie di interventi dal 2015-2017 senza doverne ridiscutere annualmente i termini (con le decine e decine di protocolli alle spalle) Sono felice della presenza e del ruolo rivestito dall’Accademia Olimpica Nazionale Italiana in questo contesto virtuoso: è custode dei nostri valori più importanti>.

Il sottosegretario Faraone ha sottolineato: “Stiamo investendo molto nello sport, perché vogliamo modificare il convincimento in base al quale l’ora di educazione fisica rappresenti un prologo della ricreazione. Nella legge 107 c’è un collegamento tra la scuola e la società: prima il mondo dell’istruzione era distinto e distante, separato da tutto, noi abbiamo costruito un rapporto con lo sport perché riteniamo sia un arricchimento per la collettività. C’è un impegno triennale che prevede l’assunzione di 6 mila insegnanti di educazione fisica”. Su quest’ultimo numero ci sarebbe da dire (ne servirebbero almeno il doppio), ma al buona volontà c’è.

Al presidente del CIP, Luca Pancalli le sfide piacciono e apprezza il coraggio di Malagò: “Oggi la scuola è la seconda agenzia educativa dopo la famiglia: l’ora di educazione motoria per i bambini diversamente abili deve diventare non un momento di integrazione rinnegando i termini assistenzialistici e le “classi differenziate””. “Diferrenziare” appartiene a una vecchia e squallida memoria.

Mauro Checcoli, presidente dell’Accademia (AONI) ha parlato di cultura (ed era ora che se en parlasse): “L’olimpismo ha una forza ideale e sociale molto potente. Ci sono due mezzi di comunicazione globali: uno è la musica, l’altro è lo sport. Questo progetto è fortemente innovativo, si ha la percezione che stia succedendo qualcosa di importante. Lo sport a scuola, con l’integrazione totale, è civiltà e cultura”.

Ad applaudire i presidenti Magri (Pallavolo), Obrist (Tiro a Segno), Park (Taekwondo), Purromuto (Pallamano) e Zanella (Squash), il componente di Giunta, Guglielmo Talento, e i presidenti del Coni del Lazio, Riccardo Viola, e del Piemonte, Gianfranco Porqueddu. Tutti personaggi che dovranno “mettere le gambe” al progetto Coni-Scuola.

Chiudiamo sempre con i versi di una canzone di Gaber: “La libertà non è star sopra un albero. Libertà è partecipazione”. Partecipate a far entrare l’attività fisica e lo sport nella scuola. Please.

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2 Comments

  1. Luigi Conti
    17 Ottobre 2015 at 14:10 — Rispondi

    E’ un buon inizio, da tempo auspicato! Poi, almeno un’ora di Etica alla settimana. “Vita buona e conoscenza del bene”, argomentavano ad Atene…..

    • 17 Ottobre 2015 at 14:41 — Rispondi

      Lo pensiamo anche noi. Sicuramente un inizio su cui riflettere.

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