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Cognigni (ACF Fiorentina): Il marchio viola sta acquisendo un’identità ben precisa

Il pre-gara di Paok Salonicco-ACF Fiorentina (primo appuntamento della fase a gironi dell’Europa league 2016/17, terminata per la cronaca a reti inviolate) è stata l’occasione per Mario Cognigni, presidente del club toscano, per incontrare i giornalisti presenti ed illustrare i punti più importanti del progetto presente/futuro della società viola.

L’accordo commerciale che abbiamo sottoscritto con il nuovo main sponsor è un importante passo avanti. Si è scritto che Diego Della Valle non avrebbe voluto questo sponsor ma smentisco categoricamente certe voci. Ci siamo confrontati sulla gestione delle scritte sulla maglia e alla fine abbiamo optato per la soluzione che avete visto: Folletto in campionato e Vorwerk in Europa League. L’azienda verserà nelle casse viola  11 milioni di euro (che rappresentano la quota fissa, a cui si sommano eventuali bonus) in 3 anni. Sono in corso trattative per il second sponsor, ma è già importante che ci siano soggetti interessati a noi, la Fiorentina attira attenzione, anche l’esperienza intrapresa con la formazione femminile ha contribuito a tutto ciò. Il marchio Fiorentina sta acquisendo un’identità ben precisa, la direzione verso cui stiamo andando è chiara. Siamo una “fucina di idee”, non possiamo puntare a certi giocatori ma siamo in continua crescita, andare alla ricerca di giovani talenti può essere una strada. Per quanto riguarda il comunicato della Curva Fiesole, uno dei nostri problemi è la comunicazione, siamo abili ad agire, ma non altrettanto a comunicare; il rischio è quello che possano passare dei messaggi sbagliati quindi ci prendiamo le nostre responsabilità. Ovviamente il comunicato non ci ha fatto piacere ma ognuno è libero di esprimere il proprio giudizio, ripeto: di fondo c’è una cattiva comunicazione. Basti pensare che nelle ultime 11 stagioni, 9 volte la Fiorentina ha partecipato a competizioni europee. Ribadisco, ancora una volta, l’amore viscerale della famiglia Della Valle per la città di Firenze”.

Una immagine della campagna adv di Le Coq Sportif per il lancio della maglia viola stagione 2016/17

Una immagine della campagna adv di Le Coq Sportif per il lancio della maglia viola stagione 2016/17

Cognigni ha proseguito sul tema del progetto dello stadio: “La Fiorentina sta lavorando per depositare tutta la documentazione nei tempi concordati, i tecnici viola e quelli del comune sono a lavoro. Quello dello stadio non è un percorso che prevede vie d’uscita ma sui tempi non dipende solo dalla società. Serve ancora chiarire la posizione di eventuali finanziatori, in particolare capire che ruolo avranno, però c’è molto interesse e sono già arrivate proposte di finanziatori importanti, non italiani. Non è stato ancora completato il progetto esecutivo ma ci stiamo avvicinando, a quel punto anche un metro diventa importante, soprattutto per lo studio di fattibilità, per cui abbiamo stanziato 2 milioni. Nella zona individuata, tuttavia, è presente una falda d’acqua e quindi la struttura sarà costruita integralmente fuori dal terreno, “a tempio”, come lo stadio del Bordeaux. Un’opera del genere cambierà il volto di Firenze. Abbiamo comparato l’attuale biglietteria con l’ipotetico sistema che si profila nel nuovo stadio: il ‘cash flow’ aggiuntivo annuo corrisponderebbe a 15 milioni di euro, la Fiorentina dunque guadagnerebbe ogni anno una cifra molto significativa, soltanto grazie a biglietti e abbonamenti”.

Il presidente viola è intervenuto anche su temi più “macro” del calcio tricolore, a partire dai ricavi da diritti tv: “Servirebbe una migliore suddivisone dei diritti televisivi, soprattutto nei paesi asiatici. L’Italia incassa 1 miliardo di euro di diritti televisivi, servirebbe incrementare la cifra (perché nelle altre 3 principali leghe europee la totale è molto più elevato) e frazionarla meglio. Nel 2018, in Italia, entreranno in vigore le norme più severe del fair play finanziario perciò cambieranno molte cose. Se ci sono delle regole vanno rispettate e noi intendiamo farlo, non lo aggiriamo come fanno altre società. Per quanto riguarda il campionato a 20 squadre, la Lega non ha la volontà di cambiare, perché servono i due terzi dei votanti per decidere. Un campionato a 18 squadre sarebbe più utile sia per gli impegni infrasettimanali che per le coppe, che per la suddivisione dei diritti televisivi. Noi abbiamo una visione comune ad altre società, quelle che optano per un calcio propositivo, ma non basta. L’attuale struttura della Lega è poco funzionale, basterebbe ispirarsi alle altre principali leghe europee”. (fonte: Violanews.com)

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