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Checcoli pronto a candidarsi per la FISE

(di Gianni Bondini)* – Se il presidente FISE in scadenza di mandato, Vittorio Orlandi, bronzo negli ostacoli all’Olimpiade di Monaco 1972,
industriale tessile, pensasse di giocarsi comodamente la riconferma in
casa, al Center Congress di Assago ( Milano), il 23 gennaio dell’anno
prossimo, avrebbe fatto i conti senza tener conto dell’umore del suo
più importante sostenitore elettorale del 2015, appunto Mauro
Checcoli.

Il bi-campione olimpico di Tokyo 1964, sempre Checcoli, stavolta è
uscito allo scoperto. Dopo aver contribuito decisamente all’elezione
dello stesso Orlandi non è stato entusiasta di un modestissimo
tentativo d’inversione di rotta, dopo il commissariamento e le
discusse presidenze Dallari e Paulgross: Checcoli, oro nel completo
individuale e a squadre, alle Olimpiade in Giappone mezzo secolo fa,
presidente della Fise per otto anni (dal 1988 al 1996), torna sui suoi
passi vent’anni dopo (come Alessando Dumas, che non c’entra nulla con
l’equitazione, col seguito dei “Tre Moschettieri”). E non che Checcoli
avesse tempo da spendere: ingegnere progettista di impianti sportivi,
presidente dell’Accademia Olimpica, componente del Consiglio Nazionale
Coni, impegnato nella ricostruzione del semidistrutto Centro di
Preparazione Olimpica dei Pratoni del Vivaro, assieme ai componenti dell’Associazione “Federico Caprilli (fondatore dell’equitazione italiana).

Allora perché questa candidatura Checcoli “Vent’anni dopo” (come il
seguito dei “Tre Moschettieri di Alexander Dumas) dalla sua presidenza
Fise dal 1988 al 1996. Perché? Azzardiamo un’ ipotesi: per
sparigliare le carte. Perché sia il cavalier Orlandi, sia lo sfidante,
avvocato Marco Di Paola (passato e presente sempre targato Checcoli)
non dispongono di maggioranze proprie in grado di prevalere. Da soli
non ce la fanno. E il tentativo di metterli d’accordo è fallito. Come,
a suo tempo era saltata la candidatura a segretario generale Fise di
un ex dirigente Coni,l ‘avvocato Sandro Camilli, Perché l’equitazione
di Orlandi preferisce andare a briglia sciolta. Ma dove?
Le possibilità della candidatura Checcoli (salvo impreviste e
autorevoli indicazioni) sembrano essenzialmente due: mettere d’accordo
Orlandi e Di Paola per una presidenza unitaria, oppure Checcoli torna
al vertice, anche come grande elettore, l’11 maggio prossimo nella
riconferma a Presidente del Coni (con un plebiscito rispetto
all’elezione del 2013) di Giovanni Malagò, che ha votato anche quattro
anni fa. E nessuno si faccia portare fuori strada da voci
incontrollate su presunte spinte contrastanti: il presidente del Nuoto
Paolo Barelli, pensa a far diventare azzurre le piscine di mezzo mondo
e non si crea inimicizie che non gli sarebbero utili.

  • giornalista e scrittore sportivo capitolino
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