Bombe alla maratona di Boston: un giorno di festa e sport trasformato in tragedia e sangue

Era il giorno del Patriot’s Day, quello della tradizionale maratona che si corre il terzo lunedì di aprile, quando il New England celebra le prime battaglie della rivoluzione americana. 

Gli ordigni sono scoppiati, dodici secondi tra un’esplosione all’altra, a poche decine di metri di distanza verso il traguardo della gara podistica e un altro alla JFK library.

Al momento sono tre le vittime ufficiali, tra cui un bambino di otto anni, e oltre 80 i feriti. La polizia, coordinata dalla FBI, continua a mantenere un comprensibile riserbo in quello che è ufficialmente un attacco terroristico coordinato e pianificato di matrice ignota. 

Sarebbero due le persone ricercate dopo che per tutta notte era girata la voce di un 20 enne saudita tenuto sotto custodia all’ospedale. Altre forze dell’ordine stanno arrivando a Boston da tutto il Massachusetts. 

Le autorità per sicurezza, gli ordigni posizionati erano cinque quelli esplosi 2, hanno comunicato alle persone di stare in posti sicuri e di non uscire sulle strade per facilitare la mobilità dei soccorsi.

Il Console italiano a Boston ha comunicato che nessun italiano è rimasto coinvolto: “appena accaduto abbiamo attivato tutte le misure necessarie per sapere se c’erano connazionali coinvolti. Alla maratona partecipavano più di 23 mila persone, non ci sarebbero italiani tra le vittime ma continuiamo a monitorare la situazione.” 


Rafforzate le misure di sicurezza in tutti gli Stati Uniti. 

Era un festeggiamento che si è trasformato in un tragico momento di terrore e sangue. Da sportivi ed esseri umani non possiamo fare altro che mandare un pensiero alle vittime e alle loro famiglie.


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Marcel Vulpis

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