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Abramovich, voci sulla vendita delle proprietà londinesi prima delle sanzioni ufficiali

(di Edoardo Lazzari) – Secondo quanto riportato da The Guardian, l’oligarca russo e proprietario del Chelsea Football Club Roman Abramovich sarebbe in procinto di vendere le sue proprietà sul suolo inglese per evitare le potenziali sanzioni finanziarie che il parlamento britannico starebbe per applicare alle personalità vicine al presidente russo Vladimir Putin.

A riportare le potenziali mosse dell’oligarca russo è Chris Bryant, membro del parlamento britannico per i laboristi e capo della commissione parlamentare normativa. Nella seduta della camera dei Comuni di martedì, il laborista ha affermato: “ritengo che Abramovich sia terrificato dalla possibilità di essere sanzionato ed è per questo motivo che sta già pensando di vendere la sua casa domani, come anche un’altra proprietà immobiliare. La mia paura è che, come parlamento, ci stiamo muovendo troppo lentamente per quanto riguarda questi problemi”. In particolare, la proprietà a cui Bryant si riferisce nel suo intervento è la villa da 15 stanze da letto di Kensington Palace Gardens, zona ovest della capitale britannica, pagata nel 2009 da Abramovich 90 milioni di sterline e presa d’assalto dai cronisti martedì pomeriggio dopo le voci di un potenziale acquirente.

Nonostante la commissione parlamentare per gli affari esteri sia molto vicina a varare una norma di emergenza che congelerebbe gli assets e imporrebbe importanti sanzioni finanziarie a 120 uomini di affari ed oligarchi vicini a Putin, Bryant ritiene che Abramovich si stia defilando sempre di più dai suoi affari nell’area britannica.

Per ora, gli statement ufficiali trapelati dai legali del 55enne russo non mostrano preoccupazione, piuttosto cercano di smarcare dalla situazione politica le decisioni finanziarie di Abramovich. Durante il weekend, un comunicato ufficiale del Chelsea ufficializzava la cessione da parte di Abramovich della presidenza del club ai vertici della Chelsea Charity Foundation, anche se il passaggio interno di proprietà rimane legalmente non chiarito dal club. The Guardian informa inoltre che, secondo fonti vicine all’oligarca russo, Abramovic sarebbe stato contattato, nella giornata di lunedì, “dalla fazione ucraina per supportare il raggiungimento di una risoluzione pacifica” in forza del suo alto profilo nel mondo degli affari russo. La notizia è stata smentita nella mattinata del primo marzo dallo stesso Bryant con un tweet: “sono stato informato che ipotizzare che l’Ucraina abbia chiesto ad Abramovich di aiutare la mediazione per la pace è falso. Completamente falso. [Abramovich] Dovrebbe semplicemente condannare l’invasione criminale”. Condanna che, attraverso i canali ufficiali dell’oligarca russo, non è ancora arrivata.

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Redazione

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