Media – Die Welt fa il selfie a Matteo Renzi sul tema dei contributi per l’editoria. Prima cancellati e poi ripristinati, ma il futuro e’ l’online

“In un paese moderno ed evoluto si investirebbe sul futuro, nemmeno sul presente. Noi, invece, preferiamo, per mantenere una informazione, che fa da “cornice” (in molti casi) a questa o quella classe politica, aiutare la carta stampata. Supportare le testate cartacee poteva avere un senso nella fase di partenza/lancio delle stesse, ma, a distanza di anni, questi “aiutini” sono un chiaro esempio di dumping, ovvero di concorrenza sleale, soprattutto, nei confronti di chi, come i giovani editori del web, cerca, tra mille difficoltà e ostacoli (il paese è lento, antico e refrattario al cambiamento), di far decollare questo settore. In Francia, cinque anni fa, il governo ha promosso gli Stati Generali dell’informazione. La risultanza finale è stata quella di supportare economicamente il mondo dell’editoria online, perchè rappresenta il futuro ed una classe politica moderna non può aiutare chi rappresenta solo se stesso o il passato da cui proviene. Le testate cartacee, anche in Italia, devono andare avanti con le loro gambe, non con i soldi dei contribuenti. Da questo punto di vista Beppe Grillo e il M5S hanno ragione da vendere, ma, evidentemente, anche il premier Matteo Renzi, che promette di “cambiare il verso” dell’Italia, è stato soffocato dai lacci e lacciuoli di una lobby dell’editoria (quella della carta), che non vuole, in alcun modo, questo cambiamento radicale. Anche perchè la stragrande maggioranza di queste testate chiuderebbe il giorno dopo senza appunto gli “aiutini di Stato” (ancora oggi non esiste presso la presidenza del consiglio dei ministri un registro consultabile da parte di tutti, dove vengano evidenziate le voci di spesa di chi riceve annualmente questi fondi pubblici). La trasparenza quando si parla di soldi dei contribuenti dovrebbe essere un dovere, in Italia è un optional. Il problema è che queste cose le gridiamo, ma, al momento, nessun movimento politico ha la forza di imporsi sul tema in oggetto, al di là dei proclami” – lo dichiara Marcel Vulpis – editore online e presidente Ass.italiana giornali online – commentando il fondo di Tobias Bayer del quotidiano tedesco “Die Welt”.Die Welt, ‘Il mondo’, autorevole quotidiano tedesco e tra i più importanti, appunto, nel globo. Mentre la Germania alza la coppa del mondo, oggi sulla Wirtschaft, la pagina economica, campeggia l’intervista di Tobias Bayer, inviato del giornale, a Christian Zicche, Direttore di Swimbiz.it. Nella giornata di ieri, l’articolo era stato pubblicato anche sul sito ufficiale di Die Welt.


Tema: la situazione dell’editoria italiana, impermeabile spesso alle innovazioni e caratterizzata dal sistema di finanziamenti pubblici che, anche in tempo di una profonda crisi che non vede immediate vie d’uscita, esclude del tutto i giornali che stanno esclusivamente sul web. “Il presidente del Consiglio italiano, Matteo Renzi – scrive Die Welt – voleva cancellare del tutto le sovvenzioni, ma poi ha fatto marcia indietro” recita l’articolo che, nello stesso tempo, indica nei portali online la possibile via d’uscita. 

Da The Post Internazionale di Luca Sofri a Yalla Italia, rivolto agli immigrati, a Libera informazione, specializzato sul tema della criminalità organizzata “Ma l’esempio di ‘Swimbiz’, scrive Die Welt, mostra perché l’avventura del giornalismo online, almeno per alcuni, potrebbe essere interessante – dai costi bassi alla forza della novità – chi vuole avere successo nel giornalismo italiano deve avere una brillante idea ed una certa dose di coraggio”. 
Previous post

Attualita' - I numeri della finale analizzati da Samsung con l'app Kick

Next post

Puma collezione Football 2014: presentata la nuova evoSPEED 1.3 e l'inedita colorazione della evoPOWER 1

Marcel Vulpis

Marcel Vulpis