Un movimento più forte, più inclusivo, più internazionale”: Miglietta (n.1 FIPE) traccia la rotta della Federpesistica.
Nei giorni scorsi abbiamo incontrato, presso gli uffici federali, Alberto Miglietta (nella foto in primo piano), da poco più di un anno Presidente della FIPE, una realtà che, dopo i positivi risultati raggiunti ai Giochi olimpici/paralimpici di Parigi 2024, si prepara per la nuova “missione” olimpica estiva: Los Angeles 2028. Ma il lavoro della Federpesistica, e del suo Presidente, non si sta concentrando esclusivamente sulla spedizione olimpica, quanto piuttosto su una rilettura a 360 gradi del movimento della forza, guardando anche a ciò che avviene all’estero, certi che questa disciplina (il weightlifting) sta attirando sempre più persone (e non solo atleti agonisti) in Italia e nel mondo.
E i numeri, che non mentono mai, confermano questo trend di crescita già nel nostro Paese: 110 mila tesserati, più di 1.100 società presenti sull’intero territorio nazionale e un parterre di ben 8mila tecnici che costituiscono, nel presente, ma soprattutto nel futuro, un’eccellenza, il fiore all’occhiello di una federazione, che sta investendo, con decisione e strategia, nella formazione, guardando al mercato interno (chiaramente), ma anche all’evoluzione del mercato nel suo complesso. Costruendo così nuove partnership anche in settori fino ad oggi inesplorati, portando dentro nuovi mondi come il powerlifting, parlando a nuovi target, e presenziando in modo costante nelle più importanti fiere di settore, come Rimini Wellness (nuovamente nella primavera 2026). Di questo, e anche di molto altro, ne abbiamo parlato proprio con Alberto Miglietta, n.1 della FIPE dal 13 ottobre 2024.

D: Presidente, qual è il bilancio ad un anno della sua elezione? Quali i progetti realizzati, ma soprattutto la visione prospettica per il 2026? E quali saranno le linee principali nella prossima stagione?
R: E’ stato un 2025 per certi versi “scintillante”, perché siamo riusciti a mettere a terra tutto quello che avevamo previsto, sviluppando al massimo il nostro “core”, che, da sempre, è la pesistica olimpica e paralimpica, andando a migliorare esattamente tutti i nostri punti di forza. Abbiamo poi puntato su un tema che è molto caro a tutti, ovvero il lavoro. E così abbiamo voluto mettere mano a quello che è un altro nostro gioiello: l’ambito della formazione.
Proprio nell’ambito della formazione avevamo la necessità di fare un momento di pit stop, andando ad analizzare tutto, anche il modello manageriale, ovvero i punti di forza e debolezza delle nostre realtà. Ovvero capire se veramente, non soltanto noi lo pensiamo, ma anche se gli altri pensano, che siamo veramente i “numeri uno” nell’ambito della formazione (in particolare della formazione della forza). Questo ci ha permesso realmente, anche in questo caso, di mettere mano ad una concreta rivisitazione di tutta l’impostazione del nostro progetto di formazione, soprattutto mirata a che cosa? A due aree importanti.
La qualità assoluta dei nostri docenti e dei nostri corsi, per cui siamo arrivati ad offrire veramente ciò su cui possiamo essere un’eccellenza assoluta. Abbiamo poi fatto una verifica, prima di tutto sui docenti, ovvero che siano veramente inattaccabili dal punto di vista scientifico. Docenti, tra l’altro, che riescano ad abbinare la conoscenza teorica a quella pratica. Secondo il nostro modello, devono dimostrare che quello che possono trasferire come conoscenza sia poi confermato nel concreto da quello che fanno quotidianamente nella loro attività professionale. A breve presenteremo questo straordinario seminario all’Acqua Acetosa, nel cuore dello sport italiano, dove abbiamo anche il nostro Centro di Preparazione Olimpica di alto livello. Il prossimo 20 dicembre terminerà, di fatto, questo primo anno dell’attuale mandato, e lì dimostreremo che cosa vuol dire, per noi, tutta la parte di formazione. Perchè è un asset strategico federale secondo la nostra visione delle cose.
La FIPE Strength Academy presenterà in questa data il Convegno “Strength & Conditioning for Women” dedicato alla preparazione fisica al femminile, valido come aggiornamento annuale per i Tecnici Federali e aperto a tutti gli interessati.
Qui abbiamo chiesto a Brad Schoenfeld (Professor of Exercise Science at Lehman College), guru mondiale e relatore di livello internazionale, di essere con noi. Ha accettato di venire da noi con grande entusiasmo, perché la nostra è una federazione che non solo vince negli anni, ma investe su questa parte importante di “cultura”. Cioè anche di come ci si deve muovere, come bisogna formare i tecnici e i coach per quanto riguarda la parte di allenamento agonistico, i tecnici per il personal trainer. Per cui tutto questo con una serie di super tecnici che dimostrano di avere grande conoscenza scientifica, e soprattutto dimostrano di essere in grado, con il loro curriculum, di aver messo a terra quotidianamente ciò di cui parlano. Questo è un primo enorme passaggio che un pò ci differenzia dal passato, ma soprattutto ci differenzia dal nostro mercato e dai nostri possibili, presunti (in alcuni casi) concorrenti, per cui puntiamo sempre più sulla qualità assoluta. Secondo, vi è un passaggio che riteniamo essere fondamentale per quanto riguarda la parte del nostro lavoro. Perché con gli accordi che stiamo raggiungendo, se sei un personal trainer ben formato, ci rivolgeremo anche nel futuro alle palestre commerciali, con le quali stiamo avendo grandi interazioni e contatti.

Qui stiamo partendo a collaborare soprattutto con un’importante catena nazionale. Di fatto, puntiamo a diventare la loro Academy, nella formazione dei tecnici. Loro potranno affidarsi a noi nell’ambito della loro formazione, noi andremo ad adeguare un pò anche il nostro corso a quelle che sono le loro esigenze particolari, sia nell’ambito dei personal trainer che dei responsabili di sala delle palestre, condizionando il tutto al fatto che, poi, loro vadano ad assumere i personal trainer che porteranno avanti la nostra formazione di qualità.
Seconda questione: per la prima volta incominciamo a pensare alla specializzazione nell’ambito della formazione del “genere umano”, che vuol dire come si forma il genere umano di sesso maschile e come si forma quello di sesso femminile, perché scientificamente le capacità di formazione e la specificità nell’ambito della formazione per il sesso maschile e di sesso femminile sono assolutamente diverse. Per cui vogliamo tasferire questa cultura della necessaria conoscenza di come devi affrontare la formazione nell’ambito dei due generi in questione, sempre considerando che, per noi, non c’è un genere maschile e un genere femminile, ma chiaramente solo il genere umano.
D: Nelle ultime settimane avete portato dentro, in modo più strutturato, il mercato e il movimento del Powerlifting, con un progetto che porterà alla programmazione di una serie di eventi e ad una finale nazionale nel 2026. Vi state aprendo, con una serie di progetti innovativi, anche a dei nuovi mercati/target? Il mondo dei giovani, ad esempio, lo state approcciando con “Gioca FIPE”, quello dei Grandi Eventi invece con la partecipazione in fiere importanti e di riferimento come Rimini Wellness. Questo processo continuerà anche nel 2026?
R: Assolutamente. La nostra idea, come dicevamo, è di presentarci sul mercato come la “Federazione della Forza”, perché vuol dire che chi considera la forza del corpo umano come essenziale nella propria attività, che sia un’attività sportiva agonistica o una parte importante della propria quotidianità, ci deve vedere come la “Casa della Forza”, e, dall’altra parte, ci deve vivere come punto di riferimento. Per cui per quanto riguarda il Powerlifting siamo assolutamente felici di aver accolto le richieste che venivano dalle strutture principali che praticavano questa disciplina. Siamo stati onorati di essere stati individuati come la casa naturale, soprattutto super apprezzati per come abbiamo aperto le nostre porte imponendo però delle regole rigide, chiare e trasparenti, come sono quelle che noi abbiamo da anni, ben prima della mia elezione.
Tornando al tema del Powerlifting, dopo solo qualche mese di collaborazione, partiamo, come bene ha citato, con un campionato. Partirà nello specifico l’anno prossimo (sulla base di 17 tappe e la previsione di una 18ima, che, di fatto, è la fase finale). Proprio in questi giorni abbiamo aperto l’iscrizione alla prima gara ufficiale del circuito del Powerlifting del 2026. Si svolgerà a Pesaro, alla fine di febbraio, e questa è la prima appunto di 17 tappe.
Un fatto molto importante che sta portando grandi interessi e numeri, ma soprattutto sta dimostrando di essere calamita di interesse anche per tutte le altre attività e discipline che utilizzano la forza come punto di riferimento. Proprio per questo abbiamo iniziato con il Powerlifting, ma arriveremo anche a sviluppare ulteriori collaborazioni anche nell’area del cosiddetto “Functional Training”. Addirittura abbiamo aperto l’abbinamento scientifico dell’utilizzo dello yoga come pratica di formazione della propria forza, del proprio fisico, adattandolo a quelle che sono le necessità degli appassionati nel sollevamento pesi e powerlifting…Come può immaginare si tratta di un panorama enorme di attività che va dall’agonismo puro, alla pratica sportiva dall’altra, ma tocca anche una parte a carattere “sociale” abbastanza importante. Siu quest’ultimo aspetto voglio anticipare qualcosa di veramente importante. Apriremo nel 2026, a Milano, la prima palestra sociale in collaborazione con il CSI e l’Esercito. Sarà localizzata in una zona, in una piazza degradata e andremo ad operare in questo territorio assieme appunto al CSI (tra i principali Enti di promozione sportiva in ambito nazionale). Realizzeremo questa palestra sociale, portando lo sport come messaggio di nuovi comportamenti. Un nuovo modo di vivere, corretto, rispettoso delle regole sia per i più piccoli che per i più grandi.
Seconda questione: qual è il nostro target? Il nostro target, così come soprattutto la nostra immagine, deve essere calata sull’attività del corretto utilizzo del proprio corpo in relazione alla necessità di utilizzo dei sovraccarichi. Per questo siamo partiti dai più piccoli con “Gioca Fipe”, dove noi insegniamo non tanto il sollevamento pesi o a sollevare dei pesi, ma quale può essere il corretto movimento per non avere problemi nell’alzare un sovraccarico, arrivando così ad aiutare anche i propri genitori, i propri amici, o i nonni. Nello specifico andiamo a spiegare concretamente com’è corretto farlo, com’è corretto alzare un peso, com’è più corretto portare sulla schiena un sovraccarico, o portare il proprio zaino, arrivando cosi ad applicare questi gesti a qualsiasi semplice attività quotidiana…Questo è un passaggio molto importante; in più nella parte centrale della vita di tutti noi stiamo cercando anche di far capire quanto sia utile e quanto sia bello l’utilizzo dei sovraccarichi o confrontarsi con i pesi e il functional training.

Un’ultima considerazione è sulla Fiera di Rimini, che per noi è Rimini Wellness, un appuntamento ormai costante da alcuni anni. Siamo talmente apprezzati che ci è stato assegnato (dagli organizzatori: la IEG, nda) addirittura uno spazio doppio rispetto al passato nel 2026. Vogliamo dimostrare, anche in quella sede, che quello che noi raccontiamo, poi lo facciamo veramente e lo realizziamo con grande qualità e professionalità. Ad esempio, e torno ancora su questo tema centrale per noi, cosa vuol dire utilizzare un sovraccarico, cosa vuol dire utilizzare un peso, come lo devi usare, come riesci a confrontarti, come riesci ad essere agonista anche in quello che ti fa piacere fare quotidianamente, Per cui stiamo lavorando su un pacchetto, un programma complessivo, particolarmente sinergico e con moltissime attività da svolgere, con tranquillità, nella vita di tutti i giorni. Questa sarà la nostra filosofia operativa in vista di Rimini Wellness 2026 (dal 28 al 31 maggio).
D: Da molti anni la FIPE collabora con diverse realtà federali nell’ambito della “forza” applica all’attività agonistica. Questa tendenza proseguirà anche nella prossima stagione?
R: Già da tempo stiamo mettendo a disposizione del sistema sportivo in generale italiano le nostre conoscenze, scientifiche ed applicate. Stiamo collaborando con diverse strutture, anche se per correttezza non posso entrare nello specifico dell’elenco nei nomi, anche perchè sarebbe piuttosto lungo. Posso solo confermare che stiamo collaborando con un numero abbastanza importante di Federazioni. Abbiamo dei contatti con un numero altrettanto importante di realtà, non solo in ambito federale. Parliamo di strutture, di organizzazioni operanti nel sistema sportivo italiano, a cui trasferiamo, come FIPE, la nostra conoscenza della forza applicata alle loro discipline.
Storicamente c’erano già degli accordi che abbiamo rinnovato e migliorato in termini di partnership. Per altre realtà sportive abbiamo chiesto ai nostri maggiori esperti di approfondire scientificamente la loro conoscenza dell’applicazione della forza rispetto alle altre discipline, in modo da migliorare i programmi, ma con un approccio assolutamente scientifico. Questo nostro approccio sta avendo un particolare successo e, come accennavo prima, lo stiamo facendo anche andando a collaborare con le strutture che offrono, in questo momento, l’assistenza non soltanto ai grandi atleti, quindi a chi fa agonismo impegnato, ma anche a chi ritiene il fitness e il buon vivere al centro della proprio progetto di vita, puntando ad avere un corpo sempre allenato. Vogliamo sicuramente portare la qualità che noi possiamo offrire, grazie soprattutto ai nostri tecnici. Questi sono i due obiettivi principali che stiamo mettendo a disposizione del sistema sportivo e del sistema del fitness/wellness. In sintesi, puntiamo alla qualità più che alla quantità. E tutto questo è reso possibile dalle donne e uomini che lavorano quotidianamente nei nostri uffici coordinati dal Segretario Generale Francesco Bonincontro (nella foto sotto a sin. assieme al Presidente Miglietta).

D: Parliamo adesso di Los Angeles 2028: che torneo olimpico possiamo aspettarci? Partendo da questa considerazione, e tenendo conto che il torneo a cinque cerchi è sempre un evento a sé stante anche rispetto ai Mondiali, quali sono le ambizioni concrete dell’Italia da qui a tre anni?

R: Partiamo dal fatto che, a livello internazionale, c’è stato un cambio importante delle categorie di peso. Questa è un pò la grande incognita, perché tutte le Federazioni si stanno riassestando, così come nostri atleti, i nostri “gioielli”. Cerchiamo di adattarli alle nuove categorie che la Federazione Internazionale (la IWF, nda) ha deliberato negli ultimi mesi.
C’è quindi un assestamento generale che porterà certamente qualche “rivoluzione”, o meglio qualche modifica nei punti di riferimento a livello internazionale, anche tra le nazioni, che, in questo momento, sono veri e propri punti di riferimento. I criteri di qualificazione non sono ancora stati diramati per cui siamo in attesa di nuove importanti e supplementari informazioni tecniche.
Nel frattempo, dato che per ottenere grandi risultati internazionali non ci si può alzare la mattina e decidere cosa fare, ma bisogna progettare e programmare, come FIPE abbiamo impostato una programmazione importante all’interno del nostro Centro di Preparazione Olimpica (localizzato nel quadrante nord della Capitale, presso il centro “Giulio Onesti” dell’Acqua Acetosa), sia per il settore maschile che per quello femminile, anche perché sono tanti gli atleti che possono darci soddisfazioni già a partire dal 2026. Anche se per scaramanzia, oltre che un pizzico di umiltà, è giusto pensare solo a lavorare con sacrificio e determinazione come abbiamo fatto fino ad oggi.
Scaramanticamente va bene tutto, ma, per noi, “darci soddisfazione” significa che, quando conosceremo con precisione i criteri di qualificazione, potremo essere più concreti nei nostri obiettivi, ovvero puntare a ottenere buoni piazzamenti — chiamiamoli così — sia nelle categorie maschili che in quelle femminili. Questo è il nostro reale obiettivo-faro.

Come vogliamo raggiungerlo? Con programmazione e serietà:
Partendo ad esempio dal rispetto totale delle regole, per proseguire con la correttezza dei nostri atleti e dei nostri allenatori. Siamo una Federazione che mette a disposizione tutto ciò che è necessario ai nostri straordinari ragazzi e ragazze, affinché possano ambire alla qualificazione olimpica.
L’obiettivo è essere presenti a Los Angeles 2028 e, oltre a qualificarci, dimostrare di poter essere competitivi ad un ottimo livello.
Negli ultimi anni il nostro movimento lo ha dimostrato: per noi, già alcune conferme sarebbero un grande risultato, considerando la crescita generalizzata della pesistica a livello mondiale.
Abbiamo poi un gruppo di giovanissimi, come accennavo prima, che ci fanno ben sperare non soltanto in ottica olimpica, ma anche per i Campionati Europei, i Campionati del Mondo e, addirittura, ci fanno “sognare” parecchio pensando alla nostra partecipazione al 2032 (Giochi estivi di Brisbane in Australia).
Come sempre accade in tutte le Federazioni — e in questo non siamo né diversi, né più bravi, né meno bravi degli altri — cerchiamo di fare i ragionamenti e i progetti necessari per portare i nostri atleti, la nostra Nazione e il nostro sport ai massimi livelli.
Allo stesso tempo, però, stiamo facendo una grande fatica con le risorse economiche che ci vengono attribuite, e che in generale vengono attribuite al sistema delle Federazioni sportive nazionali. Negli ultimi anni, al di là del mantenimento, se non addirittura della riduzione delle risorse, abbiamo dovuto anche sostenere una serie di costi e di adempimenti che limitano la possibilità di utilizzare al meglio il contributo pubblico.
Allo stesso tempo, ci stiamo impegnando in modo significativo per aumentare le nostre risorse. Già da quest’anno siamo riusciti, nonostante la crisi generalizzata della pratica sportiva in Italia dovuta ai noti problemi di adempimenti e alle tante spese che le società sportive di base — che sono poi quelle che realmente fanno l’attività sul territorio – ad incrementare di oltre il 6% le nostre risorse.
Stiamo quindi proseguendo su un percorso di crescita, con l’obiettivo di una nostra parziale maggiore autonomia rispetto ai contributi pubblici. Come? Utilizzando molto la formazione, ampliando ancora di più i nostri numeri, che sono già assolutamente significativi; andando a cercare nuovi sostegni nell’ambito delle sponsorizzazioni, creando una serie di eventi e occasioni di visibilità e aumentando le possibilità di far conoscere la nostra Federazione, che prima praticamente non esistevano.

E’ importante anche ricordare il progetto di YouPowertv, della nostra attività di comunicazione su tutti i social e di tutte le iniziative che ci possono avvicinare sempre di più agli appassionati dello sport che utilizzano la propria forza. Siamo pertanto molto, molto positivi, se guardiamo al prossimo futuro.
D: Allora, l’ultima domanda, Presidente, è sul tema di come si sta modificando, nel movimento della paesistica internazionale, la geopolitica dei risultati sportivi. In questo momento, quali sono le nazioni punto di riferimento nel weightlifting e, soprattutto, che ruolo si sta “ritagliando” in Europa e nel mondo il nostro Paese.
R: Partirei dall’ultima parte della sua domanda, cioè che cosa ci stiamo “ritagliando”. A livello internazionale, grazie soprattutto al valore dei nostri atleti e dei nostri coach, oggi possiamo contare su un livello molto alto, dimostrato concretamente anche dalle medaglie che riusciamo ad ottenere sia a livello olimpico e paralimpico, sia grazie agli ottimi risultati ai Campionati del Mondo e agli Europei di entrambe le nostre specialità. Abbiamo un numero particolarmente significativo di giovani atleti, giovanissimi in alcuni casi, che stanno dimostrando di avere oggi delle misure, delle performance, che sono superiori di parecchio se la confrontiamo, a parità di età, con quelli che sono attualmente i nostri grandi campioni. Ciò significa che la scuola del nostro movimento sta aumentando la propria capacità, e riusciamo ad individuare giovani atleti che hanno particolari potenzialità e a cui offrire un’assistenza importante all’interno del nostro Centro di Preparazione Olimpica dell’Acqua Acetosa a Roma.
I risultati sono assai significativi. Ci collochiamo, in Europa, anche volendo essere particolarmente contenuto nel mio entusiasmo, tra le prime dieci nazioni. Ormai i nostri ragazzi non li pensiamo più come campioni italiani, non li pensiamo quasi più come campioni europei. Spesso ci rapportiamo ai nostri ragazzi costantemente come campioni a livello mondiale e, per qualcuno, addirittura, c’è anche il livello olimpico. Ne usciamo come una nazione forte, come una organizzazione sportiva soprattutto pulita (facendo riferimento al tema della lotta al doping, nda), come una nazione corretta, che ha, al proprio interno, sia grandi capacità nei propri atleti, sia nell’ambito della formazione e del nostro corpo di tecnici. Sia, infine, nell’ambito degli arbitri internazionali, dove abbiamo presenze sia a livello olimpico, sia paralimpico, sia a livello manageriale. Più in generale, a livello mondiale, tutti i paesi dell’Est, o ancora i Paesi asiatici, comandano nel nostro movimento. Sicuramente la Cina è una delle nazioni top, così come ci sono dei bei campioni americani che si stanno muovendo molto bene, ma c’è una parte di crescita importante anche in Centro America e America del Sud (ad esempio Messico e Colombia). Buone performance anche da parte di atleti turchi o di Paesi asiatici come il Giappone e l’Indonesia.
C’è poi una crescita anche di altre nazioni, suddivise magari tra il maschile e il femminile. Tra una specialità e l’altra anche buoni risultati e attività sono riferibili al Canada, alla Spagna, al Brasile e all’Armenia. E’ facilissimo avere un lungo elenco di nazioni che sono ai vertici di alcune specialità e comunque che si passano il testimone di quadriennio in quadriennio. Nell’ambito di questo “passaggio di testimone” finalmente anche noi riusciamo spesso a prenderlo e a portarlo nei maggiori consessi internazionali. Certamente c’è una competitività e una concorrenza di altissimo livello e per competere sempre ad alti livelli siamo tutti obbligati a migliorarci e ad alzare l’asticella.

