Sport&Salute – E’ legge: defibrillatore obbligatorio nelle società sportive

Il decreto riguarda la “Disciplina della certificazione dell’attività sportiva non agonistica e amatoriale e linee guida sulla dotazione e l’utilizzo di defibrillatori semiautomatici e di eventuali altri salvavita”. Dall’obbligo di defibrillatore sono escluse le società dilettantistiche che svolgono attività a ridotto impegno cardiocircolatorio. 

Le società dilettantistiche hanno 30 mesi di tempo per adeguarsi, quelle professionistiche 6 mesi. Gli oneri sono a carico delle società, ma queste possono associarsi se operano nello stesso impianto sportivo, oppure possono accordarsi con i gestori degli impianti perchè siano questi a farsene carico. 

Il decreto ministeriale contiene linee guida dettagliate sulla dotazione e l’utilizzo dei defibrillatori. Dovrà essere presente personale formato e pronto a intervenire e il defibrillatore deve essere facilmente accessibile, adeguatamente segnalato e sempre perfettamente funzionante. 
I corsi di formazione sono effettuati dai Centri di formazione accreditati dalle singole Regioni. (fonte: Raisport). 

l’intervento/incontro dei candidati al Senato e alla Camera, Marcel Vulpis (Con Monti per l’Italia) e Pino Capua (UDC) durante le ultime politiche – quando i due candidati parlarono proprio di questo tema alla presenza del giornalista sportivo Gianni Bondini. 

Colpo di coda del governo Monti, con decreto ministeriale la coppia di ministri Renato Balduzzi-Piero Gnudi (salute/sport) hanno messo in campo un’idea che girava da tempo nel mondo dello sport: l’obbligatorietà del defibrillatore all’interno delle società sportive. 

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Marcel Vulpis

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