Sport&Convegni – L’Udc scommette sul rilancio dello sport italiano

Si è svolta ieri a Roma la conferenza, organizzata dall’Udc, sullo sport italiano. Alla presenza di diverse personalità di questo settore, sono state affrontate le principali problematiche del mercato tricolore. Partendo da quanto è stato già fatto si sono tracciate, poi, le linee programmatiche per i prossimi cinque anni.

Il sistema sportivo italiano crea un business di 30 miliardi di euro, pari al 2.5% del Pil nazionale; di questa cifra, lo Stato introita, attraverso le imposte indirette, circa 3.7 mld, a fronte di un investimento di 3 mld di euro.

Per ristabilire la centralità dello sport nell’educazione dei giovani italiani, sin dal 2001, sono stati affrontati, con una serie di iniziative (emanazione di normative e finanziamenti), i problemi più importanti: doping, violenza, protezione dei vivai e nuovo sviluppo sia dello sport dilettantistico che di quello dedicato ai “diversamente abili”.

Nel convegno di ieri è stato anticipata la notizia della costruzione di 3.500 nuove palestre, nell’arco dei prossimi 5 anni, ma soprattutto si vuole portare la cultura dello “sport sano” tra i giovanissimi, ed in questo senso è stato stabilito di rendere la visita medico-sportiva gratuita e di rilanciare, in collaborazione con la Gazzetta dello Sport, i “Giochi della Gioventù”.

Altro aspetto molto importante è la “centralità” del Coni nel mondo dello sport tricolore. Luciano Ciocchetti, responsabile nazionale per lo sport dell’Udc, ha dichiarato che bisogna restituire e rinforzare il ruolo pubblico del Coni, visto il fondamentale lavoro di raccordo che svolge tra le federazioni ed il potere politico. Per questa ragione il Coni potrà usufruire, nel periodo 2005-2008, di un finanziamento complessivo pari a 450 mln di euro.

E’ stato discusso, infine, il tema del calcio professionistico e il suo stato di salute. L’idea che ha lanciato Ciocchetti è che “si spenda quanto si ha”. E’ storia, ormai, sempre più attuale la difficoltà di molte società sportive di avere un bilancio sano. Per cercare di risolvere questo problema, le strade indicate sono principalmente due. Innanzitutto si deve far chiarezza sulle natura delle società una volta per tutte: “…sono Spa e come tali vanno gestite, o devono essere comunque considerate società sportive e quindi soggette ad altre normative?”. La secondo soluzione, invece, è l’attivazione, soprattutto nel centro-sud di sponsorizzazioni anche per lo sport di base, a livello territoriale. (L.C.) – riproduzione riservata.

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Marcel Vulpis

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