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Sci di fondo: Therese Johaug rescinde contratto con Huawei. Decisione dopo pressioni USA

(di Marco d’Avenia) – La 32enne Therese Johaug, stella norvegese dello sci di fondo, ha rescisso il suo contratto di sponsorizzazione con “Huawei” (nella foto il logo aziendale della realtà asiatica), azienda di smartphone e pc con sede a Shenzhen. Il motivo è il presunto software sviluppato dalla multinazionale per monitorare la minoranza degli uiguri. La decisione, riferisce oggi “Tuttosport“, sarebbe maturata dopo che l’atleta ha subito “forti pressioni” da parte del governo americano. Così il colosso cinese perde un altro testimonial importante dopo Antoine Griezmann, asso della nazionale di calcio francese e attaccante del Barcellona.

Il “caso Huawei” è scoppiato dopo l’uscita dell’ultimo film Disney “Mulan”, girato in un territorio con forte presenza uigura. Nei titoli di coda infatti la multinazionale dell’intrattenimento ha ringraziato le autorità provinciali cinesi, complici, secondo i media americani, di supportare la repressione di Pechino contro gli stessi uiguri. Anche la società di telecomunicazioni avrebbe svolto il proprio ruolo, sviluppando un software che, grazie all’intelligenza artificiale, sarebbe in grado di individuare i membri della popolazione uigura.

Gli uigiuri vivono attualmente nella regione nord-occidentale della Cina, precisamente nella provincia di Xinjiang.

Su circa 11 milioni di uiguri, si stima che fino a 3 milioni di questi sia stata deportata nei “campi di rieducazione”, vittime di torture, sterilizzazioni forzate e altre pratiche contro i diritti umani. L’Italia è fra i 38 paesi ONU che hanno condannato le azioni degli uomini di Xi Jinping, chiedendo alla Corte penale internazionale e al Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite di intervenire sul genocidio culturale uiguro.

In una nota ufficiale la Huawei spera di “poter nuovamente collaborare in futuro” con la norvegese e si dice “dispiaciuta” per la decisione unilaterale di Therese Johaug (11 medaglie d’oro fra mondiali e olimpiadi). Nonostante ciò, l’azienda cinese non ha voluto citare in giudizio l’atleta, che avrebbe acconsentito alle pressioni degli Stati Uniti. L’America sta infatti conducendo una vera e propria guerra commerciale con “Huawei”, colpevole secondo l’amministrazione Trump di gestire i dati personali degli utenti in modo poco chiaro.

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Redazione

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