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Renzi agli US Open, ma a Palazzo Chigi manca ancora il nome del sottosegretario allo Sport

(di Gianni Bondini) Stamattina di buon’ora un terzetto inedito s’è imbarcato sull’aereo di Stato per New York. Per andare a sventolare il tricolore alla finale tutta italiana (Flavia Pennetta-Roberta Vinci) agli US Open di tennis (ore 21 in Italia). Guidava il gruppo il premier Matteo Renzi, che, per l’occasione, (quando gli capiterà un’altra volta) ha annullato la sua presenza all’inaugurazione della Fiera del Levante di Bari. Al suo fianco “l’amico Giovanni”, il numero uno del Coni Malagò. Chiudeva il terzetto il presidente più vincente del tennis italiano, Angelo Binaghi. Il campo sintetico del Corona Park non è stato mai così azzurro.

L’unica critica è arrivata dal berlusconiano Maurizio Gasparri, sostenitore della Fiera del Levante. Ma stavolta i pugliesi non dovrebbero prendersela. Per una questione di campanile: Flavia Pennetta è di Brindisi e Roberta Vinci è nata a Taranto. Forse Gasparri non lo sapeva.

Sull’aereo, però, Malagò dovrebbe tirare per la giacca a Renzi. Lo sport serve per l’immagine nazionale, ma non ha un interlocutore stabile nel governo. Pur essendo un settore economico da 1,6% sul PIL
e un volano per immagine e prestigio italiano.

La delega sullo sport è, attualmente, affidata al premier, ma solo formalmente: il ruolo è “vacante”. Lo ricopriva, quand’era sottosegretario, con competenza Graziano Delrio, attuale ministro delle Infrastrutture ed ex mediano del Reggio Emilia.

La delega sullo sport doveva passare a Eugenio Giani, ex atleta della Giglio Rosso di Firenze, ma ha preferito la presidenza dell’assemblea regionale Toscana. E l’assenza del “vigilante” sullo sport s’accoppia col commissariamento dell’Istituto del Credito Sportivo che dura da più di quattro anni. E, tra l’altro, per l’anno olimpico (il prossimo) c’è bisogno di un contributo adeguato. Delle due l’una: o il Coni è già (da tempo) un Ministero dello Sport e può fare da sé, oppure al governo interessa solo come palcoscenico per sventolare il tricolore (quando si può). Perché la soluzione, soprattutto per il Credito Sportivo, tra l’altro, è a portata di
stanza: c’è ancora candidato il sottosegretario alla Presidenza Luca Lotti, accreditato pure come maratoneta (ha disputato quella di Roma). Attendiamo risposte.

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