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Rassegna stampa – “Benchmarketing” su www.tuttonapoli.net

ESCLUSIVA TUTTONAPOLI.NET – Vulpis (Direttore Sporteconomy): "Puma per il salto di qualità. Lavezzi miniera d’oro, il futuro del calcio è nella gestione degli stadi"
Intervista esclusiva della redazione di Tuttonapoli al giornalista economico e direttore responsabile del sito web sport economy, Marcel Vulpis.

Intervista esclusiva della redazione di Tuttonapoli al giornalista economico e direttore responsabile del sito web sport economy, Marcel Vulpis.

Voci di corridoio parlano di un avvicinamento tra il Napoli e la Puma come sponsor tecnico per la prossima stagione. Che vantaggi potrebbe trarre il Napoli siglando un contratto con la multinazionale tedesca?

"Duplice vantaggio. 1) Economico: se si riesce a siglare un contratto più ricco. 2) Immagine: poichè si andrebbe a legare ad un marchio tra i primi al mondo come fatturato, con un volume di affari e di fan nettamente superiori alla Diadora. Puma non è solo calcio e atletica, ma anche un marchio glamour e fashion. Questo network consentirebbe l’ottimizzazione dei prodotti a livello internazionale. La rete Puma è capillare in quasi tutti i continenti soprattutto nel Nord Europa e in America. Si andrebbero ad aprire scenari completamenti diversi, i risultati commerciali sarebbero lampanti. Puma per il salto di qualità".

Dati economici alla mano il Napoli potrebbe appianare nei prossimi anni il gap che la divide dai colossi italiani e vincere lo scudetto?

"E’ molto difficile che ciò avvenga perchè parliamo di strutture societarie molto diverse. Il Napoli è una società chiusa, nel senso che il solo De Laurentiis investe capitali nel progetto, mentre dall’altra abbiamo società che vantano diversi azionisti che non hanno nessun problema nel ricapitalizzare se il bilancio è in passivo, parliamo di colossi finanziari. Il Napoli potrà vincere lo scudetto soltanto azzeccando una stagione, sotto il profilo sportivo, oppure se De Laurentiis mettesse in gioco quasi tutto il suo patrimonio un po come fece Sensi nel 2001 a Roma, ma è una possibilità remota. Attualmente il rapporto tra il Napoli e le big di serie A non regge, gli investimenti sono totalmente diversi e il monte ingaggi è sei volte inferiore a squadre come Milan, Inter e Juventus, le cifre parlano chiaro".

Sul fronte diritti tv, il Napoli potrebbe arrivare a percepire le stesse cifre delle big?

"Per i diritti tv in chiaro questo si tratta di un anno di intermezzo, è stata fatta una scelta politica per capire quanto vale il prodotto calcio, il tutto sarà ridiscusso tra quasi due anni. Il discorso Sky è diverso, gli ascolti di un club fanno dettano il prezzo, il Napoli è il sesto club in quanto ad ascolti ed attualmente è impensabile che possa percepire le stesse cifre di Milan, Juventus ed Inter".

La politica del merchandising quanto può incidere sul fatturato di una società?

"Moltissimo, dipende da come sfrutti il prodotto. Se sponsorizzi solo maglie e dai poco risalto a tutti gli altri gadget le entrate non sono elevate. Club stranieri come Barcellona e Real Madrid sfruttano al massimo il merchandising vendendo centinaia di prodotti e riescono ad ammortizzare in gran parte le spese del monte ingaggi grazie a questi proventi".

Il futuro delle società di calcio si baserà sugli stadi di proprietà?

"Si. Il primo stadio di proprietà sarà quello della Juventus nel 2011. I presidenti più lungimiranti hanno capito l’importanza della gestione degli stadi ma forse non si rendono conto dei costi elevati e le spese di manutenzione che un impianto richiede, il supporto dei comuni resta fondamentale".

Come potrebbero le società calcistiche contrastare la crisi economica mondiale?

"Valorizzando i vivai. Società di media-bassa classifica già da diversi anni mantengono il passo delle grandi sfornando talenti in continuazione. La politica dell’autofinanziamento ha compensato in parte i mancati introiti in termini di diritti tv e markenting".

Un talento come Lavezzi di grande risonanza mediatica che introiti porta nelle casse del Napoli?

"E’ il giocatore simbolo degli azzurri, quindi in termini economici è una miniera d’oro ma se fosse utilizzato in altre iniziative commerciali che non siano soltanto inaugurazioni di Diadora store, il club azzurro potrebbe ricavare il triplo rispetto a quanto intasca attualmente".

Ci parla del suo ultimo lavoro letterario…

"In questi giorni uscirà sarà disponibile sul mercato "Benchmarketing" primo libro della collana Sporteconomy. Benchmarketing-Dieci idee creative di sport-business" parte dall’analisidi10 progetti di marketing sportivo in diverse discipline (rugby, vela, calcio, grandi eventi, f.1. ecc.), che hanno come fil rouge la creatività applicata al marketing.
La tesi dell’opera è che la creatività, soprattutto in un mercato in crisi come quello attuale, può essere una leva importante per uscirne in tempi brevi. Sempre la creatività applicata al marketing è il fattore vincente, crisi o non crisi, per fare sì che un’idea risulti impattante rispetto alle altre. Ben 8 di queste idee arrivano dall’estero. Questa riflessione deve portare i nostri addetti ai lavori a capire perchè oggi il nostro Paese è "scarso" in creatività e ad analizzare dove i colleghi stranieri sono stati più vincenti. Da qui il titolo del libro: "Benchmarketing". Dove il benchmarketing è proprio quella tecnica di analisi dei modelli di riferimento di eccellenza quale che sia il mercato o il settore di riferimento".

http://www.tuttonapoli.net/index.php?action=read&idnotizia=32476

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Marcel Vulpis

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