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PRESENTATO IL PROGETTO PREMIER GOLF LEAGUE: PGA E EUROPEAN TOUR SUL PIEDE DI GUERRA

(di Marco Casalone) – Così come recentemente avvenuto nel mondo del calcio, anche il golf rischia di dover affrontare a breve un “caso SuperLega”: lo scorso 8 giugno, infatti, è stato ufficializzato e presentato il progetto Premier Golf League (PGL), un nuovo circuito internazionale pronto ad affiancare i tradizionali PGA ed European Tour e riservato ai migliori golfisti del mondo.
Principale sostenitore della competizione è il fondo d’investimento World Golf Group Ltd., che sostiene di lavorare all’idea da oltre sei anni e si dichiara certo di poter dare il via alla 1a edizione già nel 2023.
Anche se non tutti i dettagli organizzativi sono stati rivelati, secondo diversi rumors la stagione dovrebbe durare otto mesi (da gennaio ad agosto) ed essere composto da diciassette tornei ed una finalissima: dei diciotto appuntamenti totali, dodici dovrebbero tenersi negli Stati Uniti ed i rimanenti verrebbero suddivisi tra Europa ed Asia.
In ogni gara si dovrebbero sfidare dodici teams composti da quattro giocatori ciascuna (oltre ad una tredicesima formazione i cui membri dovrebbero essere scelti di volta in volta dai tifosi tramite un sistema di votazione online), impegnati sia in una competizione a squadre (con un milione di euro come premio per la vincitrice), che individuale (il cui montepremi ammonterebbe a quattro milioni di euro per il vincitore ed a scalare fino ai 150.000 euro previsti per l’ultimo classificato): la finale a squadre vedrà invece le compagini impegnate in un torneo a formula match-play e ben venti milioni di euro in palio per i trionfatori.
L’obiettivo della Premier Golf League è quello di attirare la maggior parte dei migliori 50 golfisti del mondo, al momento impegnati però su PGA ed European Tour e nei quali, per assicurarsi la partecipazione anche nell’anno successivo, devono disputare un numero minimo di tornei a stagione: entrambi i circuiti, peraltro, hanno già avvertito i giocatori della possibilità di essere penalizzati o addirittura esclusi dalle competizioni da loro organizzate in caso di adesione al nuovo progetto.
Questa eventualità non sembra però spaventare i vertici della PGL: “Le leggi americane che tutelano la concorrenza ci sono favorevoli ma, in ogni caso, non vogliamo arrivare ad uno scontro con i grandi circuiti: abbiamo un grandissimo rispetto per i tornei Major e per la Ryder Cup, ed il nostro calendario sarà stilato in modo tale da permettere ai nostri golfisti di preparare al meglio questi appuntamenti fondamentali” ha dichiarato il CEO Andy Gardiner, “Abbiamo passato gli ultimi mesi a relazionarci con osservatori esterni per accertarci che la pandemia non potesse cambiare i nostri piani, ma adesso siamo finalmente pronti a partire e l’obiettivo di debuttare nel 2023 è assolutamente raggiungibile”.
L’ufficialità della Premier Golf League ha scatenato un acceso dibattito sia tra gli addetti ai lavori che tra i più famosi golfer mondiali: nonostante il parere negativo di diversi professionisti (tra i quali spicca l’ex numero uno del World Ranking Rory McIlroy, che ha definito la PGL “una competizione nata con il solo obiettivo di arraffare quanto più denaro possibile”), sono molti i giocatori favorevoli al nuovo circuito, su tutti l’inglese Lee Westwood e gli statunitensi Dustin Johnson e Brooks Koepka, attratti in particolar modo dai montepremi milionari messi in palio in ogni gara.
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Redazione

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