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La FIFA World Cup 2026 impatterà per 9,1 mld di dollari sul PIL nordamericano.

La FIFA World Cup 2026 (11 giugno-19 luglio) prende ufficialmente il via tra Stati Uniti, Canada e Messico (per la prima volta un mondiale di calcio si terrà in tre diverse nazioni seppure dello stesso continente). Essendo il più grande torneo nella storia del calcio, con 48 nazionali, 104 partite e 16 città ospitanti, la competizione dovrebbe attirare milioni di visitatori e generare un significativo, seppur temporaneo, impulso economico in tutto il Nord America. Si parte domani ore 21 italiane con “Messico-Sudafrica” al Mexico City stadium.

Secondo le stime di Allianz Trade, il torneo potrebbe contribuire per circa 9,1 miliardi di dollari al PIL nordamericano durante il periodo della competizione tra giugno e luglio, principalmente attraverso turismo, ospitalità, trasporti e servizi correlati. Sebbene l’evento sia destinato a sostenere l’attività economica nei tre Paesi ospitanti, il suo impatto sarà probabilmente concentrato in specifici settori e regioni, piuttosto che modificare in modo sostanziale la traiettoria di crescita delle economie coinvolte.“La FIFA World Cup 2026 rappresenta un importante impulso di breve periodo per la domanda in Nord America, in particolare attraverso il turismo e i consumi”, ha dichiarato Maria Latorre, Sector Advisor di Allianz Trade.

La portata del torneo è senza precedenti, ma il suo impatto economico deve essere osservato in modo realistico. I principali beneficiari saranno i settori direttamente legati alla spesa dei visitatori, tra cui hotel, compagnie aeree, ristorazione e intrattenimento. Come accade per la maggior parte dei grandi eventi sportivi, i benefici saranno significativi ma temporanei.

Gli Stati Uniti dovrebbero registrare la quota più elevata dei benefici economici, grazie al loro ruolo di principale Paese ospitante con 78 delle 104 partite del torneo. Allianz Trade stima che il Mondiale possa contribuire per circa 6,1 miliardi di dollari al PIL statunitense nei mesi di giugno e luglio, equivalenti a circa +0,1 punti percentuali di crescita del PIL.

Città ospitanti come New York/New Jersey, Los Angeles, Dallas e Miami dovrebbero beneficiare di un aumento degli arrivi internazionali, di una maggiore domanda alberghiera e di una crescita della spesa nei settori hospitality, retail e intrattenimento. Tuttavia, il report evidenzia anche come requisiti di visto, limiti di capacità dei trasporti ed effetti di “crowding-out” potrebbero ridurre l’impatto economico complessivo.


Il Messico potrebbe registrare i maggiori benefici in rapporto alla dimensione della propria economia

Sempre Allianz Trade stima per il Messico un incremento del PIL pari a circa 1,7 miliardi di dollari durante il periodo del torneo, equivalente a circa +0,3 punti percentuali di crescita economica. Città del Messico, Guadalajara e Monterrey dovrebbero beneficiare di una forte domanda sia domestica sia internazionale, sostenuta dalla profonda cultura calcistica del Paese e da una struttura di costi competitiva. Allo stesso tempo, il report sottolinea come colli di bottiglia infrastrutturali, problematiche di sicurezza e dispersioni economiche potrebbero attenuare l’impatto finale.Il Canada dovrebbe invece beneficiare di un incremento del PIL pari a circa 1,3 miliardi di dollari, corrispondente a circa +0,2 punti percentuali di crescita del PIL. Toronto e Vancouver potrebbero registrare un aumento significativo dell’attività turistica, anche se i limiti di capacità ricettiva potrebbero esercitare pressioni al rialzo sui prezzi durante i periodi di picco.

Il turismo resta il principale canale di trasmissione economica

Allianz Trade stima che la spesa legata al turismo possa raggiungere circa 8 miliardi di dollari in Nord America, di cui 6,8 miliardi provenienti da visitatori internazionali e 1,2 miliardi dal turismo domestico, al netto degli effetti di “crowding-out”.
Anche la spesa pubblica per la sicurezza contribuirà all’attività economica complessiva.
La distribuzione dei benefici sarà probabilmente disomogenea tra i vari settori. Le strutture ricettive e le compagnie aeree sembrano essere nella posizione migliore per trarre vantaggio dall’aumento dei flussi turistici e dai limiti di capacità, mentre anche food & beverage, retail e intrattenimento dovrebbero registrare una maggiore domanda durante il torneo. Al contrario, i benefici infrastrutturali dovrebbero essere più limitati, poiché la maggior parte degli investimenti principali è stata completata prima dell’evento.Rispetto ai precedenti Mondiali, l’edizione 2026 si distingue per la sua scala continentale e per il forte utilizzo di infrastrutture già esistenti, piuttosto che per grandi progetti di costruzione.

Questo rende il torneo uno dei Mondiali più efficienti dal punto di vista del capitale investito nella storia recente, pur creando nuove sfide logistiche legate ai trasporti, agli attraversamenti di frontiera e alla mobilità dei visitatori tra tre Paesi.

La World Cup 2026 può essere definita come un evento economico ad alta intensità e di breve durata”, ha dichiarato Luca Moneta, Senior Economist di Allianz Trade. “Il torneo genererà vincitori evidenti, soprattutto nei settori maggiormente esposti al turismo, ma l’impatto macroeconomico complessivo resterà modesto rispetto alla dimensione delle economie nordamericane. In ultima analisi, l’efficacia dell’organizzazione, delle infrastrutture per la mobilità e del coordinamento transfrontaliero giocheranno un ruolo cruciale nel determinare quanto del potenziale economico atteso verrà effettivamente realizzato.”Con un’affluenza record, una portata geografica senza precedenti e circa 6,5 milioni di spettatori attesi nell’arco di sei settimane, la FIFA World Cup 2026 è destinata a diventare un evento sportivo storico.

Dal punto di vista economico, la sua eredità sarà probabilmente più visibile nei settori del turismo, dell’ospitalità e dei trasporti, dove il torneo fornirà un impulso significativo ma temporaneo all’attività economica nordamericana.

Niente Azzurri in campo, ma gli esportatori italiani potrebbero comunque fare gol

L’Italia non parteciperà alla FIFA World Cup 2026, ma le aziende italiane restano fortemente connesse alle tre economie ospitanti. Nel 2025, le esportazioni italiane di beni hanno raggiunto circa 79 miliardi di dollari verso gli Stati Uniti, 7 miliardi verso il Canada e 7 miliardi verso il Messico: in totale, oltre 92 miliardi di dollari di esportazioni annuali verso i tre Paesi ospitanti. Gli Stati Uniti rappresentano da soli il secondo mercato di esportazione dell’Italia a livello globale e di gran lunga il principale al di fuori dell’Europa.

Sebbene la maggior parte della spesa legata ai Mondiali resterà concentrata nei servizi locali, come ospitalità, trasporti e intrattenimento, alcuni settori del manifatturiero italiano sono ben posizionati per beneficiare indirettamente del rafforzamento della domanda e dei consumi.

Macchinari, food & beverage, arredamento, design, beni di lusso e attrezzature per l’hospitality sono tra i comparti più esposti alla domanda nordamericana. Le esportazioni italiane di bevande verso gli Stati Uniti hanno superato i 3 miliardi di dollari e oltre 600 milioni verso il Canada nel 2025, mentre l’export di mobili verso i tre Paesi ospitanti ha superato complessivamente i 2,2 miliardi di dollari.

Detto questo, l’effetto dovrebbe restare incrementale e non trasformativo. Così come l’impatto macroeconomico complessivo dei Mondiali sarà relativamente contenuto rispetto alla dimensione delle economie nordamericane, anche gli effetti indiretti per l’Italia dovrebbero concentrarsi in un numero limitato di settori esportatori, senza incidere in modo sostanziale sulle prospettive di crescita nazionale.

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Redazione

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