Politica – Un ddl per rilanciare il merchandising

Nuovo disegno di legge in arrivo per il mondo del calcio italiano. Dopo la proposta bipartisan sul riordino e sviluppo dell’impiantistica sportiva, il deputato Giovanni Lolli (PD) ha presentato alla Camera un testo sulla tutela del merchandising, una delle leve marketing che i club di A e B intendono potenziare per generare, nei prossimi anni, ulteriori ricavi.
I club dei sei principali campionati europei hanno un giro di affari annuo legato al merchandising pari a 615 milioni di euro. Tale dato, rilevato per la prima volta, è uno dei risultati che emerge dallo European football merchandising report di Sport+Markt e Pr marketing (presentato ai media nello scorso mese di novembre). In vetta alla classifica si piazzano le squadre inglesi della Premiership con 171 milioni di euro, con un incasso medio di 8,6 mln. La Primera División spagnola si attesta in seconda posizione (145 mln/ 7,3 mln per club) seguita dalla Bundesliga tedesca (127 mln/ 7.1 mln). Dietro la Ligue 1 francese vi è la serie A italiana con un fatturato da merchandising relativamente basso (64 milioni complessivi/ 3,2 mln di euro per squadra). L’olandese Eredivisie occupa l’ultima posizione di questa classifica, con un totale di 22 milioni di euro.
La proposta del parlamentare Giovanni Lolli parte dal dettato della legge del 17 agosto 2005 (riservata alla tutela dei marchi sponsor e dei simboli olimpici di Torino 2006) e dalle norme previste dal Comitato organizzatore dei Giochi di Londra 2012 nel “London Olympic bill”.
Il principio base è la tutela del marchio ufficiale del club, ma anche dei possibili abbinamenti cromatici o delle eventuali applicazioni in termini di brand extension. Non sarà più possibile produrre, per esempio, maglie con il logo della Champions abbinato a righe rossonere, pur non utilizzando il logotipo “A.c.Milan”, perché verrà considerata comunque una attività parassitaria, che induce all’inganno il potenziale cliente. Potenziati inoltre i mezzi dell’autorità giudiziaria, che, per la prima volta, potrà richiedere il sequestro del materiale prodotto illegalmente (oltre ad ammende fino a 200 mila euro).
“Il prodotto calcio italiano vale sempre meno, soprattutto se messo a confronto con la concorrenza europea” ha dichiarato in esclusiva a ItaliaOggi, Giovanni Lolli. “Siamo arretrati in molti settori. Dai diritti tv, dove, però, nel 2010 arriveremo alla centralizzazione della contrattazione, fino agli stadi, vecchi ed obsoleti. Questa proposta sul merchandising nasce dalla volontà di uscire dalle difficoltà finanziarie contingenti, abbandonando definitivamente la logica assistenzialistica. Sotto il profilo tecnico questo ddl può essere approvato in tempi brevi, perché non ha bisogno di coperture finanziarie”. Particolare rilievo infine troverà il tema della lotta al marketing parassitario.
"La normativa esistente, in tema di proprietà industriale, di concorrenza sleale o di pubblicità ingannevole non tutela a 360° i segni distintivi delle società sportive” spiega a ItaliaOggi Enzo Morelli, legale esperto di tematiche di marketing sportivo.
Questa proposta non solo difende, offrendo loro dignità giuridica e protezione assoluta, i colori sociali e tutti gli altri segni distintivi che contraddistinguono le società sportive, ma, soprattutto, mira a impedire il dilagare di quel fenomeno parassitario, denominato tecnicamente ambush marketing".

fonte: ItaliaOggiPorta ancora la "firma" di Giovanni Lolli (deputato del Pd) il ddl per la ristrutturazione del comparto del merchandising (con particolare riferimento a quello del calcio). Novità anche nell’area dell’ambush marketing.

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Marcel Vulpis

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