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Pierpaolo Marino (Direttore Area Tecnica Udinese) spara a zero dopo la debacle in Udinese-Atalanta

Il direttore dell’area tecnica dell’Udinese Pierpaolo Marino ha parlato ai microfoni di Sky Sport nel post partita di Udinese-Atalanta (2-6).

Sulla partita e sulla situazione Udinese

E’ una partita che non ha senso, è un martirio. Cosa dobbiamo commentare tecnicamente? Ecco perché non vengono allenatore, giocatori. Una squadra che è stata costretta a radunarsi domenica mattina come per il torneo dei bar, gente che non si allenava da una settimana, da dieci giorni, guarita stamattina per mettere insieme dei giocatori, in panchina c’erano dei giocatori della Primavera che non si allenavano da venti giorni anche loro. Di cosa dobbiamo parlare tecnicamente? Perché è accaduto questo? Perché c’è stato questo accanimento nel difendere andando addirittura al TAR per fare un ricorso e costringerci a giocare la domenica mattina, sapendolo il sabato sera a tarda ora. Questo è incomprensibile. Si dice che si vuole salvare i broadcaster, lo spettacolo, ma che spettacolo c’è stato oggi? L’Atalanta è quella che a dicembre quando si è interrotto il campionato prima della partita non giocata con la Salernitana aveva vinto 4-0 a Cagliari, oggi non c’era quell’Udinese lì con l’Atalanta. E’ una cosa che fa rabbia.

Abbiamo dovuto mandare in campo giocatori che erano in quarantena e che secondo l’ASL dovevano esserlo ancora e ora vedremo se ci saranno conseguenze alla salute.

A Firenze, ha fatto bene l’ASL a non farci andare, quel giorno della partita si sono positivizzati altri due giocatori e saremmo andati a fare ammalare anche quelli della Fiorentina. Stiamo attenti a parlare di salvaguardare il calcio, la peculiarità della situazione, del disastro Udinese dal punto di vista Covid è sotto gli occhi di tutti. Io debbo fare il dribbling nello spogliatoio per evitare di prendere il Covid anche io.

Oggi si è voluto salvaguardare il campionato così? Avete visto una partita in cui c’era l’Udinese? E’ stata una partita di martiri. Sarebbero stati eroi se avessero fatto qualcosa in campo, l’hanno fatta ma sono eroi-martiri. Il nostro allenatore è stato bravo a non schierare i primavera altrimenti avremmo parlato ancora di più di un punteggio roboante, offensivo per tutti quelli che guardavano la partita, anche per la qualità dei diritti televisivi che diamo in giro in vendita.

Con chi ce l’ha?

Mi pare chiaro con chi ce l’ho, con chi ha fatto giocare questa partita, non mi nascondo dietro a un dito. Non siamo andati mica noi a ricorrere d’urgenza facendo fare un provvedimento il sabato prima della gara. Il provvedimento del TAR andava ad annullare una parte delle decisioni delle ASL, quella riguardante i nostri giocatori in quarantena è stata la Lega (Serie A) a dirci che dovevamo giocare, altrimenti non avremmo neanche raggiunto il numero dei 13 giocatori. Anche Pereyra operato faceva conto di quel numero di giocatori, quindi dovevamo mandarlo in campo con la spalla ingessata. In 44 anni di professione sono cose che non ho mai visto, le ho viste oggi, e non sono una persona che fa del vittimismo.

Io non frequento la Lega da qualche anno però quel che posso dire è che l’ho frequentata per 40 anni. Quel che ho visto in queste ultime 48 ore non le ho mai viste neanche in occasioni di tragedie importanti del passato come il caso Raciti, il terremoto di Avellino, e non si sono create situazioni di tale imbarazzo. Questo accanimento di non volere considerare che ci sono uomini qui a Udine che rischiano di ammalarsi ogni giorno, che rischiano di far ammalare altri e che per fortuna non vanno a finire in ospedale.

Sono stati eroici questi giocatori, il risultato che rimarrà negli annali dell’Udinese, in futuro sarà ricordato come una onta e questo non ci sta per la storia gloriosa dell’Udinese. Questa squadra oggi è stata martire, la società e l’allenatore.

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Redazione

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