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Muro FIPSAS sul T.U. settore ittico. Grave danno economico per il settore

Il j’accuse della FIPSAS sul T.U. delle proposte di legge recante Interventi per il settore ittico. 

In relazione al Testo unificato delle proposte di legge C. 338 e C. 339 dell’on. Catanoso (PDL), C. 521 Oliverio (PD) e C. 1124 Caon (Misto, ex Lega), recante “Interventi per il settore ittico“,

  • ritiene inaccettabile l’istituzione di una licenza di pesca a carattere oneroso a carico dei pescatori sportivo-ricreativi e ancor più inaccettabile la proposta di far confluire nelle casse della pesca commerciale la maggior parte dei proventi derivanti dalle tasche di pescatori che nulla hanno in comune con questa categoria;
  • si dichiara insoddisfatta e delusa dei risultati degli incontri, anche pubblici, avvenuti con i firmatari proponenti e i rappresentanti dei gruppi parlamentari e, in particolare, con i membri della XIII Commissione per motivare il proprio dissenso alla introduzione di una tassa NON DI SCOPO;
  • rileva che il settore della pesca professionale è già ampiamente sostenuto economicamente con i soldi degli italiani da più di quarant’anni;
  • ritiene irriguardoso il comportamento riscontrato negli ultimi mesi da parte del Ministero delle politiche agricole e della Direzione Generale della Pesca che non hanno dato seguito e mai risposto alle numerose richieste di incontro e/o apertura di un tavolo ministeriale con i rappresentanti della pesca sportiva e ricreativa;
  • rileva amaramente la completa estromissione del nostro settore – chiamato solo a pagare – dalla partecipazione condivisa alla gestione, alla programmazione e controllo di qualsiasi piano e progetto sulla strategia a tutela delle risorse ittiche, degli investimenti e delle risorse finanziarie sotto qualsiasi forma, sia europee che nazionali;
  • evidenzia la scarsa conoscenza, se non addirittura l’ignoranza  della materia e dei problemi della pesca, degli estensori della proposta, che si traducono in veri e propri errori che assurgono a sistema, presenti nella parte tecnica del decreto;

                                 Invita pertanto tutti i pescatori professionali 

che praticano l’attività di pesca sportiva e/o ricreativa o che hanno interessi economici nella pesca (lavoratori dell’indotto, aziende produttrici, cantieri nautici, negozi di pesca, imprenditori turistici nei campi della ricettività e della ristorazione legati alle attività della pesca, e le loro famiglie, parenti, amici e chiunque sia appassionato dello sport della pesca in mare, da barca e da terra, in acque interne, in apnea, ecc.), quantificabili in più di 4 milioni e mezzo di cittadini italiani aventi diritto al voto

Con queste parole la FIPSAS, attraverso il presidente Claudio Matteoli, si è espressa relativamente alla possibile approvazione (nelle prossime settimane) del Testo Unito Interventi Settore Ittico, che, come è esposto in questa nota tecnica, rischia di creare un danno economico per l’intero movimento della pesca sportiva-ricreativa.

“I provvedimenti di legge non possono nascere con l’obiettivo, fosse anche solo indiretto, di mettere in ginocchio un comparto economico importante come, in questo caso, la pesca sportiva-ricreativa” – ha dichiarato Marcel Vulpisresponsabile nazionale dello Sport per Scelta Civica per l’Italia. “Quello cui stiamo assistendo in queste ore è un pericoloso “vulnus” e riteniamo incredibile che la pesca sportiva-ricreativa debba essere penalizzata a favore di quella commerciale. Non è con queste modalità politiche che può crescere il Paese, generando eventuali economie positive di scala. Come Scelta Civica ci sembra che, con questo provvedimento, si voglia (a torto) far pagare pegno alla pesca sportiva-ricreativa. Scelta Civica non ci sta e si oppone con forza a questo T.U., che rischia di creare più danni che opportunità. Si schiera, pertanto, senza se e senza ma, a differenza di altre forze politiche, a favore della FIPSAS (e del presidente Matteoli), vero driver socio-economico negli oltre 8.300 comuni italiani“.

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