All newsAltri eventiCalcioCalcio.InternazionaleDiritti TelevisiviEconomia E Politicahome pageIstituzione e AttualitàQatar 2022Sport BusinessUEFA

LA WTO SCENDE IN CAMPO NELLA LOTTA ALLA PIRATERIA. L’ARABIA SAUDITA SOTTO I RIFLETTORI

(di Marco Casalone) – La World Trade Organization (WTO, l’Organizzazione Mondiale del Commercio) ha recentemente reso pubblico un report con cui ha denunciato il comportamento dell’Arabia Saudita, nazione che avrebbe attivamente sostenuto la pirateria attraverso la piattaforma beoutQ (broadcaster che trasmette illegalmente contenuti in Arabia e Medio Oriente, sia via satellite che online).
All’interno del rapporto si legge come l’Arabia Saudita “abbia adottato misure che hanno impedito a beIN Sports (global network qatariota specializzato nella trasmissione di eventi sportivi) di ottenere assistenza legale all’interno del paese per vedere riconosciuti i propri diritti”, invitando lo stato arabo “ad agire in conformità con i suoi obblighi e ad attivarsi quanto prima per chiudere definitivamente l’emittente beoutQ“.
Il documento segue di alcuni mesi uno studio commissionato da FIFA e UEFA (gli organi che sovrintendono al calcio mondiale ed europeo) unitamente ai cinque maggiori campionati europei (Premier League, La Liga, Bundesliga, Serie A e Ligue 1) nel quale era stato dimostrato il coinvolgimento di Arabsat, il principale operatore di telecomunicazioni saudita con sede a Riyad, reo di aver fornito a beoutQ le infrastrutture necessarie per la ritrasmissione dei contenuti nell’intero Medio Oriente.
Il report si conclude con la stima dei mancati guadagni sofferti dai detentori dei diritti audiovisivi dei grandi tornei di calcio a causa dell’attività illegale di beautQ, una cifra che si avvicina addirittura al miliardo di dollari.
Contemporaneamente alla pubblicazione del documento del WTO, Europol (l’ufficio europeo di polizia) ed Eurojust (l’unita di cooperazione giudiziaria dell’Unione Europea) hanno coordinato una vasta operazione che ha portato allo smantellamento di una rete di emittenti pirata che offriva oltre 40mila canali video e contenuti on demand a 2 milioni di abbonati sparsi in tutto il mondo, per un giro d’affari annuale da oltre 15 milioni di euro, ovviamente sottratti alle casse dei grandi broadcaster internazionali.
Previous post

Il Racing Club Avellaneda (RCA) entra nel consorzio SIA

Next post

Financial Fair Play: multa di 3 mln di euro per l’Olympique Marsiglia

Redazione

Redazione

No Comment

Leave a reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *