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La Legge Madia può diventare la Waterloo del GSE. Nubi in arrivo per Sperandini?

Già qualche mese fa la nostra testata giornalistica si era occupata delle vicende societarie del gruppo pubblico che presiede alla gestione dei servizi energetici a supporto delle energie rinnovabili, ovvero il GSE.

Ad inizio anno Massimo Ricci (amministratore delegato del GME), società controllata dal GSE, che gestisce la Borsa dell’Energia, si sarebbe dimesso, confermano analisti del settore, per forti divergenze con il presidente e amministratore delegato della controllante, Francesco Sperandini.

Ora, a distanza di qualche mese, stesso copione e medesimo finale. Infatti, secondo quanto si apprende da il Velino,    la dottoressa Rosaria Romano (direttore generale del Ministero dello Sviluppo Economico – divisione energia, che comprende energia nucleare, rinnovabili ed efficienza energetica) , avrebbe rimesso il mandato, nei giorni scorsi, per divergenze organizzative ed operative sempre con lo stesso Sperandini. Strano anzi che non siano state presentate prima dato che l’alto funzionario ricopriva la duplice funzione di controllante/controllata dal 2012 (fanno notare correttamente su RomaCapitale.net).

Si dà il caso, sottolinea lo stesso portale, che anche l’altro consigliere di amministrazione, Carlo Sica, si trovi più o meno nella stessa condizione della Romano. Avvocato dello Stato, infatti, Sica è stato “prestato” al ministero dell’Economia e delle Finanze, dove ricopre la funzione di capo dell’Ufficio coordinamento legislativo. Il MISE è azionista unico del GSE ed esercita i suoi diritti di azionista insieme al ministero dello Sviluppo Economico.
Per effetto della stessa norma, quindi, anche le dimissioni di Sica sono attese da un momento all’altro. In quel caso ovviamente l’intero consiglio di amministrazione del GSE decadrebbe, trascinando a questo punto con sé anche il presidente Francesco Sperandini, nominato appena un anno fa? Seguiremo nelle prossime settimane gli sviluppi di questa querelle.  

Ciò che è certo che Sperandini è approdato al GSE, con il sostegno istituzionale del sottosegretario di Palazzo Chigi, Claudio De Vincenti, proveniente dall’ACEA (dove era Direttore Area Industriale Reti), a seguito di un’uscita dalla stessa municipalizzata capitolina.

I più benevoli sostengono, invece, che le dimissioni della dirigente in esame siano la prima conseguenza degli effetti della Legge Madia, che prevede che i CdA delle società pubbliche non debbano avere all’interno personale che vigila e controlla le società stesse (ricordiamo che il MISE è il soggetto controllante del GSE). Se fosse così, ci attenderemmo a breve le dimissioni dell’altro consigliere (Carlo Sica) di nomina del MEF, con la conseguente decadenza appunto dell’intero Consiglio (come anche confermato dallo stesso Velino nei giorni scorsi).

Il presidente e AD del GSE, Francesco Sperandini

Il presidente e AD del GSE, Francesco Sperandini in un foto di archivio tratta dal web

Al di là delle interpretazioni delle vicende societarie del GSE, ci sembra di poter constatare che l’assetto societario è pervaso da una gestione fortemente “centralizzata”, che, ad oggi, non ha portato ai risultati programmatici promessi ad inizio mandato da Sperandini.

Il logo ufficiale del GSE tratto dal web

Il logo ufficiale del GSE tratto dal web

Ricordiamo intanto che la programmata fusione tra GSE e l’altra controllata (Acquirente Unico) dovrebbe andare in porto in (un prossimo?) futuro, mentre le sorti del GME sono ancora incerte. Vedremo se gli amministratori delegati delle due controllate cercheranno di difendere i proprio ruoli, o se ancora una volta Sperandini (in versione “napoleonica” nella foto-vignetta scelta per questo primo piano) non riuscirà a coordinare le diverse risorse a disposizione.

Certamente il ministro Marianna Madia (nella foto prende il posto idealmente di “Marianne”, simbolo della Rivoluzione Francese) sta apportando nella P.A. una serie di novità copernicane e non tutti i funzionari di Stato in questo momento sono recettivi al “cambiamento” voluto dalle istituzioni (Parlamento e Governo). Noi siamo con il ministro Madia per la semplificazione e la P.A., perché lo sviluppo non può essere bloccato mai da visioni aziendali centralizzate. Così, giusto per essere chiari per chi ci leggerà. 

Una foto del ministro Marianna Madia tratta dal web

Una foto del ministro Marianna Madia tratta dal web

 

 

 

 

 

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Redazione

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