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Il futuro italiano degli eSports è nel segno “rosa”

Una recente ricerca presentata da Demoskopea Consulting insieme all’Osservatorio Italiano Esports (OIES) ha monitorato, per la prima volta nel nostro Paese, le abitudini del pubblico femminile degli sport elettronici.

Il documento esamina in profondità il rapporto tra il settore videoludico competitivo e il target femminile tricolore. La maggioranza dell’audience in esame (pari al 35% del pubblico eSports totale) considera il movimento abbastanza o molto inclusivo (57%), mentre solo il 4% si sente totalmente escluso.

Secondo le intervistate, esiste una distanza tra i gamer dei due sessi che va identificata, principalmente, nella carenza di sponsor pronti a sostenere quelle femminili (44%). Questo dato rappresenta un monito importante per i marchi commerciali che ancora non hanno investito, perchè potrebbero contare su una platea che attende, da tempo, realtà interessate a valorizzarla. Il secondo aspetto individuato a giustificazione del gap in esame è la preponderanza di player e “creator” di sesso maschile (42%), segno che le ragazze sentono la necessità di conquistare più spazio. L’analisi ha poi indagato i gusti e le abitudini del target femminile degli eSports. Tra chi gioca o guarda tornei, i titoli preferiti sono Fifa (27%), MotoGp (25%), Call of Duty (23%) e F1 (18%).

Passando agli strumenti di condivisione, quasi nove donne videogiocatrici su dieci discutono di eSports sulle principali app di messaggistica istantanea, Whatsapp (54%) e Telegram (35%) su tutte. Twitch (19%) è al quinto posto dietro i più “tradizionali” Messanger (29%) e Instagram (30%).

Il mondo del pro gaming ha visto un salto di popolarità nel pubblico femminile, ma le donne sembrano quasi del tutto assenti nell’arena del gioco competitivo professionale” ha sottolineato, di recent,e Micaela Romanini, fondatrice di Women in Games (società nata per promuovere la presenza femminile nel videogaming). “Il basso numero di donne impiegate nel settore del gioco professionale sembra in parte il risultato di strategie di marketing volte a incoraggiare una popolazione demografica molto più specifica: ovvero uomini di età compresa tra 21 e 34 anni”.

Secondo OIES, questa ricerca presenta uno scenario fatto di luci e ombre, come forse era prevedibile, pur scontando alcuni limiti e difficoltà, dovute, soprattutto, al portato culturale del nostro Paese. Pertanto si registrano, nel futuro, opportunità significative (in particolare sul fronte del marketing) per marchi interessati ad entrare in contatto con un pubblico femminile.

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Redazione

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