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Il Cagliari “parla” sempre più americano. I nuovi fondi serviranno al progetto dello stadio da 200 milioni di euro.

L’ingresso dei capitali americani nel Cagliari Calcio (attualmente in Serie A) segna un passaggio storico nella strategia di rafforzamento patrimoniale del club rossoblù, soprattutto, a supporto del dossier del nuovo stadio da oltre 200 milioni di euro. La holding Fluorsid Group, controllata al presidente Tommaso Giulini, ha ceduto un ulteriore 29% del capitale ad un gruppo di investitori americani guidato da Maurizio Fiori e Prashant Gupta, attraverso società “veicolo” riconducibili al fondo Praxis Capital Management.

Con questa seconda tranche (la prima era stata versata nel novembre 2025) la quota a stelle e strisce sale al 49% (di fatto una vera e propria “minoranza qualificata”). Giulini mantiene il 51% e, quindi, ancora il controllo formale, ma l’assetto del club va sempre più nella direzione di una governance più internazionale. Il controvalore stimato per il 29% ceduto oscilla tra i 55 e gli 80 milioni di euro, sulla base di una serie di parametri economico-finanziari.

Il nodo strategico resta il nuovo stadio nell’area ex Sant’Elia: un impianto da circa 30mila posti, in project financing, con un piano economico-finanziario, che supera, secondo quanto previsto dagli analisti, i 200 milioni di euro. La struttura prevede il coinvolgimento di equity privata, debito bancario (con asseverazione da parte di UniCredit) e un contributo pubblico di 50 milioni di euro da parte della Regione Sardegna per bonifiche e demolizioni. La pubblicazione della gara internazionale è attesa entro giugno 2026.

La sostenibilità del nuovo impianto, come riportato da diverse fonti locali, si fonda su un modello ribattezzato “smart arena”: ticketing premium, hospitality, eventi extra-settore, hotel integrato nella struttura e naming rights (letteralmente “diritti di nome”), con ricavi potenziali stimati tra 10 e 15 milioni annui per la sola denominazione commerciale. C’è ancora da sciogliere, però, il nodo della vendita proprio dei diritti di nome (ulteriore opportunità di ricavi commerciali), perchè resta in campo l’ipotesi della titolazione dell’impianto all’indimenticato campione sardo Gigi Riva. In quest’ultimo settore ci sono già stati altri esempi come l’Allianz Arena della Juventus o il Mapei stadium del Sassuolo o la New Balance Arena dell’Atalanta o infine il Bluenergy stadium dell’Udinese (precedentemente Dacia Arena).

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Redazione

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