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Ignazio Marino: Game Over. Ma lascia aperta la porta per un ritorno

Non ama le mezze misure il sindaco Ignazio Marino, che si è dimesso nelle ultime ore, travolto dopo il caso delle spese collegate all’ultimo viaggio negli States. Con un messaggio criptico, che lascia aperta la porta ad un possibile anche se improbabile ritorno, si è accomiatato dalla cittadinanza capitolina. PD e SEL l’hanno lasciato solo, dopo che due assessori e il vice-sindaco si erano già dimessi questa mattina nei rispettivi ruoli. Per non parlare delle opposizioni da mesi in trincea alla ricerca di elementi più o meno plausibili per far cadere il primo cittadino. Entro 21 giorni potrebbe essere nominato il nuovo

“Care romane e cari romani, ho molto riflettuto prima di assumere la mia decisione. Ma esiste un problema di condizioni politiche per compiere questo percorso. Queste condizioni oggi mi appaiono assottigliate se non assenti. Per questo ho compiuto la mia scelta: presento le mie dimissioni. Sapendo che queste possono per legge essere ritirate entro venti giorni”. Così il sindaco Ignazio Marino in una nota ufficiale rilasciata ai media in queste ore. “Non è un’astuzia la mia: è la ricerca di una verifica seria, se è ancora possibile ricostruire queste condizioni politiche- aggiunge- Questi i motivi e il quadro in cui si inseriscono le mie dimissioni. Nessuno pensi o dica che lo faccio come segnale di debolezza o addirittura di ammissione di colpa per questa squallida e manipolata polemica sulle spese di rappresentanza e i relativi scontrini successivamente alla mia decisione di pubblicarli sul sito del Comune. Chi volesse leggerle in questo modo è in cattiva fede. Ma con loro non vale la pena di discutere. Mi importa che i cittadini – tutti, chi mi ha votato come chi no, perché il sindaco è eletto da una parte ma è il sindaco di tutti – comprendano e capiscano che – al di là della mia figura – è dal lavoro che ho impostato che passa il futuro della città. Spero e prego che questo lavoro – in un modo o nell’altro – venga portato avanti, perché non nascondo di nutrire un serio timore che immediatamente tornino a governare le logiche del passato, quelle della speculazione, degli illeciti interessi privati, del consociativismo e del meccanismo corruttivo-mafioso, che, purtroppo, ha toccato anche parti del Pd e che, senza di me, avrebbe travolto non solo l’intero Partito democratico, ma tutto il Campidoglio”.

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Redazione

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