Serie A - Serie B

I media britannici accendono i riflettori sul modello Udinese

In un mercoledì di freddo pungente, in un Vicarage Road altrimenti vuoto questa settimana, Gianfranco Zola, ex Chelsea, Napoli e leggenda italiana oggi allenatore del Watford, guardava con le mani giunte dietro la schiena l’allenamento della sua eclettica squadra multinazionale.

Matej Vydra, 20 anni, attaccante che ha segnato 20 gol fondamentali per la scalata del Watford al terzo posto in campionato, era assente per impegni con la nazionale della Repubblica Ceca, ma molti dei suoi sette colleghi in prestito dall’Udinese erano impegnati nella seduta quotidiana. Joel Ekstrand, il difensore centrale svedese, passava la palla imperturbabile, Fernando Forestieri, l’attaccante argentino il cui prestito dall’Udinese è stato convertito in una firma permanente nel mese di gennaio, cercava il goal. Geoffrey Mujangi Bia, in prestito dallo Standard di Liegi, crossava , e come la palla scendeva, Alex Geijo, un altro prestito dall’Udinese, colpiva di sinistro per mandare la palla in rete.

Arrivi improvvisi dopo l’acquisizione a giugno dello scorso anno da parte della famiglia Pozzo, – gli italiani che possiedono l’Udinese e la squadra spagnola del Granada, da cui sono stati importati altri due giocatori in prestito –  queste stelle del pallone in prestito stanno portando Zola alle soglie di una promozione straordinaria in Premier League. Tuttavia, la crescita del Watford in questa stagione ha attirato critiche insistenti alla Football League.

I critici del Watford sostengono che, anche se non stanno infrangendo le regole nell’importare così tanti giocatori in prestito, sono in contrasto con lo spirito di queste. I club possono utilizzare solo 5 prestiti su 18 convocati in una partita, una misura volta a proteggere l’identità dei club. Il Watford ha approfittato della scappatoia per cui i giocatori in prestito da club di altri paesi devono firmare fino alla fine di una stagione, quindi sono ufficialmente classificati come trasferimenti permanenti. I Pozzo hanno portato al Watford 14 giocatori in prestito: nove dall’Udinese (fino a quando Forestieri ha firmato in modo permanente), il difensore Daniel Pudil e il centrocampista Ikechi Anya dal Granada, Mujangi Bia dal Liegi, così come Matthew Briggs dal Fulham e il difensore Nathaniel Chalobah dal Chelsea.

Mandare in campo così  tanti prestiti ha creato l’impressione che i famosi vecchi Hornets siano diventati una formazione controllata dall’Udinese, popolati da una squadra solo temporanea. Il più diretto nell’esprimere la propria opinione è stato il direttore del Crystal Palace, Ian Holloway, che ha descritto ciò che sta accadendo a Watford come una cosa “ridicola”.

La Lega sembra essere d’accordo, e ha raccomandato cambiamenti che saranno votati all’AGM questa estate – includere i giocatori che sono dei prestiti internazionali entro i cinque consentiti, fino ad un massimo di quattro in prestito dalla stessa squadra. Dopo le modifiche proposte, il Watford non sarebbe in grado di mettere in campo tutti questi giocatori in prestito.

Nell’ambiente e tra i tifosi c’è anche la preoccupazione che il settore giovanile del Watford venga minato dalla decisione del club di mantenerlo solo nella categoria tre, di non elevarlo quindi alla categoria uno nel nuovo sistema dell’ Elite Player Performance Plan(EPPP).

Al Watford si sono stancati di doversi difendere, e dopo l’allenamento, Zola stesso ha sottolineato, legittimamente e un po’ stancamente: “Non ha infranto le regole.”

Quando si va a Vicarage Road, ci si ritrova di fronte ad una visione più positiva del futuro del club. L’amministratore delegato, Scott Duxbury, sottolinea che i proprietari italiani,  che hanno anche venduto l’azienda di famiglia a Bosch, possiedono l’Udinese da 27 anni con successo. Dal 1986, quando Giampaolo Pozzo ha acquistato il club, l’Udinese è cresciuta gradualmente fino a diventare una solida realtà che è saldamente in serie A. La famiglia Pozzo ha presto sviluppato una strategia: visto che spese sconsiderate portano scarsi risultati, investono in giovani giocatori, li crescono per rivenderli e reinvestono i guadagni – Alexis Sánchez a Barcellona per  € 26 milioni ne è l’esempio recente più eccezionale. Gino Pozzo, figlio del fondatore del business di famiglia, Giampaolo, ha chiarito che sono interessati ad investire nel club inglese per un processo di crescita simile a quello dell’Udinese (non uno sprint rapido per la Premier League, contando comunque sui prestiti).

“Siamo qui per programma a lungo termine”, ha promesso. “Questo non è il caso di un proprietario straniero che porta una iniezione di denaro in cerca di un rapido ritorno. Vogliamo che il Watford diventi un club stabilmente in Premier League …  e autosufficiente nel tempo. La longevità per noi è la chiave del successo. È solo su molti anni che il successo può essere giudicato. “

Pozzo ha promesso che hanno in programma una strategia simile a quella utilizzata per l’Udinese, fondandola, dopo una spinta iniziale con prestiti da altri club loro, sulla loro vasta rete di scouting e lo sviluppo dei giovani. Duxbury sostiene che la decisione di non seguire la massima categoria EPPP è dovuta al fatto che il Watford ha fiducia nel proprio settore giovanile, e prende in considerazione il nuovo campionato U21 giocato che pare di in livello migliore per i giovani.

Duxbury e Pozzo hanno promesso che, quando il club si sarà stabilito, il progresso sarà basato su acquisti permanenti, e Duxbury ha detto che quando le regole sui prestiti decise della lega cambieranno questa estate, si cercherà di far diventare permanenti i prestiti attualmente dall’estero. Il risalto che ha il calcio inglese e la pioggia di milioni previsti per i club promossi in Premier League – molto di più che in Serie A in cui i diritti televisivi sono venduti  da parte dei club singolarmente – hanno spinto i Pozzo ad acquistare un club qui. Hanno contattato Gianluca Nani, ora direttore tecnico, quando era al West Ham con Zola e Duxbury e Pozzo ha detto che sta valutando il Watford come l’impresa principale di famiglia, e non di certo un club succursale dell’Udinese. Sostenere la tesi di Duxbury secondo cui il club é fortunato ad avere i Pozzo è la parte difficile della storia recente del Watford. “Sono il punto di riferimento di proprietà nel calcio europeo”, Duxbury detto all’Observer. “Sono qui a lungo termine, sensibili, uomini d’affari affidabili, non hanno nel calcio scopo di lucro – reinvestono tutti i soldi nelle loro squadre,  sono competitivi, vogliono vincere”.

Con il periodo d’oro degli anni ’80 sotto la proprietà di Elton John, il Watford ha dovuto soffrire dopo la stagione in Premier League del 2006-07 e ha subito un anno difficile prima che i Pozzo lo rilevassero. Sotto la proprietà di Laurence Bassini, il club ha subìto una perdita di £ 2,6 milioni nel 2011-12 e hanno rischiato prima che i Pozzo rilevassero il debito  di £ 13m. Secondo i conti  del Watford, l’azienda di Bassini ha fatto pesare al club £ 242.000 in spese di consulenza. I registri contabili, inoltre, dicono che la società di Bassini deve al club 2 milioni di sterline, cosa che egli nega. Una commissione disciplinare stava indagando il club Hertfordshire, con le accuse di presunta cattiva condotta derivante dalla gestione di due operazioni finanziarie nel 2011 che si sono verificati durante il mandato di Bassini come proprietario e direttore – una delle quali relativa al trasferimento dell’attaccante Danny Graham al Swansea nel mese di giugno 2011.

Questa settimana, la Commissione ha inibito Bassini dal mondo del calcio per tre anni dopo averlo trovato colpevole di “inganno” e “cattiva condotta”. Il Watford ne è uscito senza ammende o punti di penalizzazione perché la cattiva condotta, dovuta al fatto di aver preso in prestito milioni da ricavi futuri senza aver indormato la Lega, come richiesto, è risultata essere proprio opera di Bassini. Il Watford ha invece ricevuto una sorta di embargo sui trasferimenti fino al 31 agosto e deve quindi richiedere l’approvazione della Lega per tutti i trasferimenti. Bassini ricorrerà in appello e dice che si batterà per chiarire la sua posizione.

Nel suo piccolo ufficio, Zola sorride felice. Ha un messaggio di congratulazioni sul tavolo – da Barry Fry- e spiega: “Abbiamo così tanti giocatori in prestito perché il club è stato acquistato molto presto, prima dell’inizio della stagione; abbiamo assemblato la squadra all’ultimo minuto. Questo era il modo migliore per vedere quanto sono bravi e se vogliono stare con noi. “

L’italiano si dice sorpreso dal modo in cui la squadra si è riunita dopo aver perso quattro delle prime sei partite della stagione, tra cui una sconfitta 5-1 a Derby: “E ‘stata una sfida molto grande quella di avere così tanti giocatori, 37 o 38, e così tanti stranieri, per plasmare e formare una squadra. “

Sorride di nuovo: “Ma stiamo lavorando molto bene e speriamo in un buon finale di stagione. Il progetto è buono…”

Pozzo ha sottolineato che il Granada, che pure era in difficoltà finanziarie quando la famiglia acquistò il club nel 2009,  è stato inizialmente aiutato con prestiti dall’Udinese, ma ora, dopo due promozioni è nella Liga e sta comprando autonomamente i suoi giocatori. Il Watford dispone di un budget 9 milioni di sterline per il calcio, compresi i salari, e Duxbury ha sottolineato che deve sviluppare commercialmente il club, e attirare più fan, per avere più soldi da investire nella squadra.

In Premier League, contrariamente a quanto si pensa, i giocatori provenienti da prestiti internazionali sono classificati come trasferimenti e così non c’è un limite numerico al loro impiego nelle squadre, ma Duxbury assicura che il Watford vuole firmare la maggior parte dei giocatori in modo permanente sia in caso di promozione che no.

Tutto questo è una prima assoluta per il calcio inglese, e inquietante per molti. Ma nel paesaggio delle proprietà, che presenta un numero sempre maggiore di investitori dall’estero che spesso non hanno nulla a che vedere con il calcio, i Pozzo portano l’esperienza, un comprovato successo, e un piano molto più coerente rispetto alla maggior parte di quelli ideati.

Dopo che BBC, New York Times e diverse grandi testate internazionali si sono occupate del fenomeno Watford, poteva il britannico ‘The Guardian’ ignorare l’argomento? Ovviamente no. La testata ha quindi fatto un escursus su ciò che sta accandendo al club londinese, concludendo che i Pozzo, alla fine, portano aspetti positivi in un calcio spesso frequentato da personaggi senza idee e che nulla hanno a che fare con il mondo del pallone. Lo rivela Monica Valendino co-direttrice di Udineseblog.it

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Marcel Vulpis

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