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Gravina (Lega Pro) si prepara per la candidatura a presidente FIGC?

Il presidente della Lega Pro, Gabriele Gravina, è intervenuto questa mattina a Rete Sport.

C’è un momento di trasformazione nel calcio?

Sì, diciamo che l’evoluzione nell’ambito della politica del nostro paese a livello sociale e sportivo. C’è l’esigenza di trovare alcuni punti nuovi, lo sport avverte l’esigenza di trasformazione quando ci sono carenze disagi. È d’obbligo una rivisitazione. Per la Lega Pro, che rappresenta un osservatorio di tutto il calcio, centro di educazione e formazione, quindi, il progetto in relazione alle seconde squadre è fondamentale.

Sono corrette le parole di Sabatini, che dice che trova poco e nulla nel settore giovanile italiano?

Sì, si sente dire da tanti anni questa cosa, ma la nazionale under 21 è formata da tanti giovani. Sono poco valorizzati, hanno tante qualità che esplodono dopo, vedi De Rossi, Marchisio. Noi dobbiamo certificare la qualità dei nostri settori giovanili. È evidente che questo nel mondo del calcio non sia necessario, ma è importante perché riguarda anche le qualità dei formatori, l’idea di avere un centro di qualità deve comportare strutture e formatori adeguati, per formare le qualità tecniche e caratteriali dei ragazzi che posso emergere queste sono le criticità che bisogna risolvere. Se il discorso delle seconde squadre può avere controindicazioni? Non lo escludo, ma dobbiamo rischiare calcolando il rischio e dobbiamo calcolare anche i vantaggi.

 

Dopo gli scandali scommesse, come funziona il sistema Sport Radar, organismo di prevenzione Uefa, e quali sono i risultati?

I risultati sono positivi. La procedura Sport Radar è utilizzata da diverse federazioni nel mondo con quattro sedi in centri importati. Vengno rilevate delle anomalie che vengono captate e mandate al ministereo degli interni. I corsi mirano a mettere in guardia i giovani che possono rovinare la loro carriera e la loro dignità umana. Rafforzeremo questo percorso con psicologi e i testimoni che sono stati accusati di frode sportiva.

Correrà per la successione di Tavecchio?

Diciamo che adesso è un discorso prematuro, comporta una maratona lunghissima. A me piace lavorare per la Lega Pro, dove si ha la capacità di lavorare bene di risolvere i problemi.

Come giudica l’operato di Tavecchio? Lotito ha perso potere?

Ho contestato apertamente, come sapete, il rapporto e l’ingerenza di Lotito in Figc, questo ha fatto capire che cambiando alcuni scenari si può governare senza imporre il proprio potere, si lavora insieme. Sono contento di quento si sta cercando di produrre in Federazione e tutti lavoriamo insieme per fare l’interesse del calcio italiano.

Ha parlato di allenatori cresciuti in casa, voi avevate Francesco Rocca. Perché non lo avete preso in considerazione?

Francesco l’ho sempre apprezzato come uomo e allenatore, poi non sempre chi ha determinati requisiti ha il privilegio di arrivare al massimo gradino del podio. Privilegio, mi spiego, di essere ct della nazionali di calcio. Ci sono tanti i tecnici bravi, sono pochi gli eletti, come in tutti i settori.

Supponiamo che lei diventi il presidente Federale, ci sono degli interlocutori che ha apprezzato? Per esempio Abodi…

Ho un ottimo rapporto con tutti, io dico quello che penso, non renderei giustizia alla mia Lega, come se volessi sfruttare il mio ruolo per ambire ad altro, ora c’è voglia di poter dare un contributo al mondo del calcio. E’ un mio debito. Con Abodi ho un bel rapporto, siamo molto affini su come pensiamo il calcio e anche per come attivare la progettualità del mondo del calcio. Per me il mondo del calcio non ha segreti, ho ottimi rapporti con tutti, ma non rinuncio alla mia possibilità di incidere politicamente.

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