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F1: Ecclestone invoca il cambiamento

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“Oggi la Formula 1 non da più spettacolo” questa la sintesi delle parole di Ecclestone del suo intervento presso la tv tedesca ZDF, ospite insieme all’ex presidente della Fia Mosley,  sulla possibilità di cambiare le regole in Formula 1. Mentre sono sempre più forti le voci tra gli addetti ai lavori della seria candidatura  di Niki Lauda a successore di Ecclestone alla guida della F1, il patron si lascia andare nell’intervista presso gli studi della ZDF dicendo : “È il momento di un completo ripensamento e rinnovamento  della F1. Bisognerebbe strappare il libro delle regole e insieme a poche persone competenti riscriverlo nuovamente di sana pianta“, continua dicendo “Dobbiamo tutti prendere atto che si deve ascoltare di più ciò che il pubblico vuole, il nostro è uno sport che deve fare i conti con lo spettacolo. Oggi la tecnologia ha ridotto notevolmente la prestazione del pilota. Faccio parte dello Strategy  Group e posso dire che si continuano ad aggiungere regole inutili, mentre la struttura rimane invariata, invece si dovrebbe cancellare  tutto e ricominciare. Il lavoro degli ingegneri oggi è la prima fonte dei risultati della macchina. Quando le monoposto sono in pista dovrebbe valere solo la prestazione del pilota, ma oggi non è più così”. Possiamo affermare che da ieri continua la  battaglia contro le regole in F1 a 360° da parte di Bernie Ecclestone. In tempi non sospetti già criticava il kers come pericoloso dopo gli incendi sulle Williams del 2012. Poi la telemetria e infine le Power Unit  chiedendo a gran voce il ritorno ai motori aspirati nella sua intervista dell’aprile del 2015 alla Gazzetta dello Sport: “Le power-unit ibride sono complicate perché esigono una tecnologia costosissima e nessuno ha i soldi per sostenerla. Un team aveva potere di veto per bloccare i regolamenti: Ferrari. Non ha potuto farlo. Quindi bisogna tornare a motori dai costi più ragionevoli, V8 aspirati modificati in modo da raggiungere potenze di 1000 cavalli e di avere il solo kers  intervenendo con la massima urgenza“.

A noi di Sporteconomy sorge spontanea la domanda perché solo oggi nel 2015 il patron della Formula 1 solleva un tale putiferio? Perché si è data la possibilità alle regole inutili di trasformare un mondiale di Formula 1 in garette stile piste elettriche Playmobil? Vorremmo ricevere risposte illuminanti sul perché in termini di spettacolo e di valorizzazione dei piloti anche lo stesso Ecclestone ha messo del suo ultimamente (vedi le nuove regole sui test invernali). Creare appeal per la prossima stagione renderà sicuramente più appetibile la Formula1? Forse. Ma il tema è che molti appassionati di sport e di finanza non trovano più la quadra dopo tali dichiarazioni che sarebbero dovute arrivare gia nel 2010 o forse anche prima. Ecclestone, poi, chiude l’intervista affermando: “Quando michiedono il nome del pilota più forte di sempre io dico, e la maggior parte delle persone non sono d’accordo, Alain Prost. Era capace di preparare la macchina come pochi in un’era in cui la tecnologia non era ancora così decisiva“. Anche in questo caso ci vogliamo unire alla maggior parte degli addetti ai lavori che non sono d’accordo. Caro Mr. Ecclestone, Alain Prost è stato forse il più grande ragioniere in gara e riusciva a vincere i mondiali senza una evidente posizione dominante. Non si può e non si deve confondere il pilota/calcolatore con il pilota/collaudatore. Il discorso tecnico sarebbe troppo lungo da affrontare in questa sede, ma se proprio vogliamo dirla tutta l’unico che riusciva a mettere in pista la macchina per staccare il miglior tempo in qualifica e settarla poi sul passo gara è stato un solo pilota. Il suo nome è Ayrton Senna.

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