Editoria – Grandi Evasori: L’Isola dei Famosi di chi evade le tasse

Un
tesoro da cinque miliardi e mezzo di euro trasferiti complessivamente
in Svizzera, in una filiale della Hscp di Ginevra. Tanti i personaggi e
le società dell’alta borghesia capitolina coinvolti: da stilisti a
gioiellieri, da professori di fama internazionale a mogli di
imprenditori ultra noti. 

A
inciampare nella nuova indagine che nasce dalla lista sottratta da
Hervè Falciani, impiegato di banca ed esperto di informatica, è il
presidente della Confcommercio Roma, già accusato nel settembre scorso
di aver trasferito all’estero società in stato “comatoso”, riuscendo a
evitare di essere accusato di bancarotta fraudolenta. Pambianchi era
finito in quella vicenda in quanto consulente della Conad del Tirreno e
aveva assicurato di poter “certamente dimostrare la mia assoluta
estraneità”.


Farebbero
parte di quel lungo elenco che l’ex dipendente della divisione svizzera
di Hsbc, Hervè Falciani, ha sottratto alla banca dove lavorava e ha
consegnato alle autorità francesi, attrici come Stefania e Amanda
Sandrelli, stilisti come Valentino Garavani, Sandro Ferrone e Renato
Balestra, Elisabetta Gregoracci signora Briatore, il gioielliere Gianni
Bulgari e la Bulgari International, Camilla Crociani, Fabrizia Aragona
Pignatelli, Francesco D’Ovidio Lefeuvre, Carmelo Molinari. E ancora,
Bolaffi, il famoso orologiaio Pietro Hausmann, Eleonora Sermoneta,
Telespazio, Roberto D’Antona e Mario Salabè, ingegnere e fratello
dell’architetto Adolfo, finiti al centro di un’inchiesta sui fondi neri
del Sisde. L’elenco continua con Gabriella e Giorgio Greco e con
Gianfranco Graziadei, professore di diritto della Banca e della borsa
alla Luiss, che avrebbe agito per conto di alcuni suoi clienti, in
qualità di procuratore, per ottenere lo “scudo” e far rientrare il
denaro in Italia. La
lista consegnata al magistrato comprende, poi, i nomi di Cesare
Pambianchi e Carlo Mazzieri, rispettivamente presidente di Confcommercio
e titolare, insieme con Mazzieri, di un famoso studio commercialistico.
La maggior parte di loro nega assolutamente di aver mai avuto a che
fare con la banca inglese, e molti di questi quasi certamente potrebbero
aver già “sanato” la posizione, usufruendo dello “scudo”.
Compaiono 700 nomi e un centinaio di società romane tra i 5.645 grandi
evasori finiti nella lista Falciani, alla quale GRANDI EVASORI di
Massimiliano Del Barba e Alfredo Faieta, edito da Editori Riuniti nel
novembre scorso, dedica un intero capitolo di vera “Informazione
Scorretta”.

Un elenco minuzioso, dettagliato e feroce dei grandi evasori italiani: dalle fortune depositate in Svizzera alle residenze fittizie nel principato di Monaco. Un quadro desolante del nostro paese e dei suoi miti: dal rocker Vasco Rossi agli stilisti Dolce & Gabbana, dal tenore Luciano Pavarotti al centauro Valentino Rossi. Un vero e proprio pugno nello stomaco per quanti faticano, in piena crisi economica, ad arrivare a fine mese.

Con una beffa finale, quando si scopre che di fronte ai potenti, siano essi politici, cantanti, stilisti o sportivi, lo Stato non usa mai la stessa durezza riservata al cittadino comune. Uno Stato che si rivela ancora forte con i deboli e debole con i forti. Manuale per un’indignazione informata e consapevole, Grandi evasori è una lettura indispensabile per la conoscenza della più grande ingiustizia strutturale d’Italia, l’evasione fiscale di chi avrebbe il dovere, etico oltre che legale, di contribuire con una parte della sua ricchezza personale al benessere collettivo.

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Marcel Vulpis

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