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Caso-Pirlo (2), i tanti ex calciatori attratti dai supercontratti con bookmaker e casinò online: da Totti a Materazzi, da Figo a Ronaldinho.

Pirlo non è l’unico ex calciatore italiano con contratti di sponsorizzazione in Russia. Ad aprile dell’anno scorso, riporta Agipronews, scaturirono accese polemiche sul viaggio di Francesco Totti a Mosca per partecipare al Premio RB 2025, ospite di uno degli eventi più importanti nel panorama dello sport e delle scommesse in Russia. Nonostante il caso mediatico, l’ex capitano della Roma andò lo stesso. Anche Marco Materazzi è andato in Russia, come ospite di uno sponsor, ed è finito, insieme a Pirlo, nel mirino dello skeletonista ucraino Vladyslav Heraskevych, noto per essere stato sospeso alle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina per aver indossato un casco in memoria degli atleti uccisi al fronte ucraino. Heraskevych li ha duramente criticati, e Materazzi si era successivamente scusato con un video, provando a ridimensionare l’accaduto.

Ma la lista dei fuoriclasse del pallone e dello sport mondiale attirati nelle maglie del betting est-europeo è ben più lunga e travalica i confini italiani. Fuoriclasse assoluti del calcio come Ronaldinho, Luís Figo e Cafu hanno prestato la propria immagine come testimonial o ospiti d’onore a galà e a campagne promozionali legate a portali come Bookmaker Rating e alle reti di scommesse offshore nate nell’area russa. In ambito africano, leggende come Samuel Eto’o ed Emmanuel Adebayor sono state il volto ufficiale di giganti del settore (tra cui 22Bet) nell’acquisizione di clienti nei mercati emergenti. L’influenza dei bookmaker russi si estende in modo imponente sugli sport da combattimento. La super stella UFC Conor McGregor e il leggendario peso massimo Mike Tyson sono comparsi su enormi cartelloni pubblicitari e maxischermi nelle città russe e dell’Est Europa.

Il gioco illegale online in Italia – Il gioco illegale in Italia vale circa 35 miliardi di euro, circa 20 dei quali online. Lo riporta il primo rapporto Data Room Nexus, basato sullo studio di 500 siti non autorizzati e sull’analisi del fenomeno in rete nel periodo fra gennaio e marzo di quest’anno. Nei primi tre mesi del 2026,  gli accessi dall’Italia ai siti illegali sono stati oltre 13 milioni, mentre 4,5 milioni sono gli utenti italiani attivi nel circuito non autorizzato. Il gioco illegale non segue regole trasparenti, non è tassato e non garantisce tutele adeguate per i clienti. Eppure, secondo lo studio, il comportamento di chi gioca illegalmente è sovrapponibile a quello di chi utilizza siti autorizzati. La ricerca conferma che il fenomeno del gioco illegale è ormai strettamente connesso all’uso degli smartphone, da cui provengono oltre il 90% degli accessi. (fonte: AGIPRONEWS)

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