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Albertini racconta su Rete Sport il suo modo di vivere il calcio

Demetrio Albertini, ex vicepresidente della Figc, è intervenuto questa mattina a Rete Sport, durante “Sempre di domenica”. Ecco i temi trattati dall’ex centrocampista del Milan e della Nazionale, che ha coordinato di recente alcuni eventi sportivi per Expo 2015.
La Nazionale
Conte più allenatore che selezionatore? E’ un discorso che si fa da quando è stato presentato, lui ha cercato di non snaturarsi, gli avevo consigliato di qualificarsi prima possibile così poi avrebbe avuto tempo di diventare allenatore, ora avrà un po’ di tempo di rodaggio per “allenare” questa squadra. Per il contratto dipenderà dalla Federazione e da lui, io sono spettatore.
I calendari fitti e i rapporti tra club e Nazionali.
E’ difficile mettere d’accordo le diverse anime. Secondo me si dovrebbe iniziare prima il campionato, come accade in Inghilterra o in Germania, avremmo meno infrasettimanali e ci si potrebbe allenare di più e recuperare dagli infortuni. Dispiace che si debba porre il problema sempre a partire dagli infortuni. Dovremmo confrontarci con i campionati stranieri.
Settore giovanile.
Nel settore ci sono tante persone che lavorano bene, la crisi non dipende dalle generazioni, altrove c’è un programma condiviso: qui da noi è troppo ampio il gap che c’è tra la Primavera e la prima squadra. Gli altri campionati hanno optato per le seconde squadre, che ti permettono di far fare esperienza a dei talenti per farli confrontare con dei livelli più alti. I nostri giovani vanno messi nelle condizioni di diventare dei buoni giocatori professionisti, alcuni diventeranno dei fenomeni. Manca l’ultimo passaggio dalla Primavera alla prima squadra, noi andiamo a comprare i giocatori delle seconde squadre degli altri paesi, come Morata o Callejon – e i nostri giovani, come Rugani, fanno panchina -. Non capisco quindi perché noi non possiamo istituire le seconde squadre.
La norma dei 25 tesserati
Nel mio programma c’era, in quello di Tavecchio no. Mi fa piacere sia servito il mio lavoro per farlo poi approvare… Bisogna capire qual è l’obiettivo, però. Nel mio programma questa norma era in un progetto sportivo più ampio, legato appunto alle seconde squadre.
La credibilità del calcio
Tanti scandali a tutti i livelli? E’ sempre difficile giudicare, ma essere diversi non è difficile, si deve mantenere il punto, avere il proprio credo e lavorarci. Il calcio è un mondo economico molto importante, rappresenta vari punti di Pil. Ma soprattutto il calcio è il valore sociale più alto del nostro paese, più dei partiti, delle religioni, il tifoso si porta la sua squadra del cuore fino alla morte, gli operatori non devono far spegnere questa passione.

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Redazione

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