Tempi Supplementari – Elezioni serie A: chi sbarra la strada ad Andrea Abodi?

Ma non è finita. Perché la Lega di A non può restare neanche così, col dimissionario doc Maurizio Beretta e col suo decaduto consiglio. Al Governo della Federcalcio, appena verrà rieletto, toccherà il compito di commissariare la cosiddetta Confindustria del calcio (bah!) per “mancanza degli organismi dirigenti eletti”. Sono imbarazzanti, a questo proposito, le mire di qualche presidente di club che vorrebbe che la “vacanza” durasse fino a marzo. Per rimettere in sella personaggi, dopo mesi di vuoto di rappresentanza, qualche personaggio che non ha più consensi.
Eppure la soluzione persidenziale è lì,  a pochi passi (o meglio tre voti), e si chiama Andrea Abodi (nella foto in occasione della trasferta in Astrakhan per la gara amichevole B Italia-FNL Russia). Quel presidente dimissionario della Lega di B che il 21 dicembre ha riscosso una sostanziosa maggioranza nelle tre votazioni, di 11, 10 e ancora 11 voti (col quorum fissato a 15  e poi nella terza a 14 voti). I tre voti mancanti in questi pochi giorni potrebbero arrivare da: Bologna, in momentanea libera uscita, Fiorentina e Parma. Società che non sono condizionabili, per calcolo o legami col passato. Tra gli indecisi ci sono anche i presidenti di Chievo e Torino. In cinque per tre voti? Si può fare. 
Altrimenti, è veramente sconcertante che per bloccare Abodi  basti il “veto” di Lazio e Milan, a cui andava bene il passato da molto passato. Come i loro candidati alla presidenza di Lega che al primo turno hanno fatto un flop: il capo dei revisori dei conti  Ezio Maria Simonelli e l’ex presidente dimissionario in pianta stabile Maurizio Beretta, hanno ricevuto rispettivamente cinque e due voti. Contro Abodi ci sono pure Cagliari (assente il 21 dicembre) e Genoa, alleati del Milan, non per interesse ma per convenienza.
Questo stallo della Lega di serie A fa riflettere. Specialmente chi crede nella democrazia,  che è un difficile modo di governare ma nel rispetto di tutti. Il di “no” di quattro blocca la scelte del triplo dei club. Pazzesco. Fin quando non si arriverà a elezione che rispettino le maggioranze: vince chi ha più voti. Abodi, intanto, cerca di aumentare il suo patrimonio di voti, che è già un successo. Può contare sulle capofila Juventus e Roma e poi sul voto di: Atalanta, Catania, Inter, Napoli, Palermo, Pescara, Sampdoria, Siena e Udinese. Appunto, 11 voti, vanificati da un regolamento che fa il paio col “porellum” delle elezioni politiche. Che tutti a parole rifiutano ma sono ostaggio di qualcuno che antidemocraticamente senefrega.
Non ci sarà suspence, invece, nella per la rielezione di Giancarlo Abete alla presidenza federale. Dopo il sostegno alla sua candidatura da parte dei Dilettanti (Lnd) di Carlo Tavecchio, che verrebbe riconfermato vicepresidente  vicario, appoggiato anche dalla Lega Pro, seppure con qualche mugugno. I cosiddetti “grandi vecchi” sono rimasti alla finestra. Qualche sussulto potrebbe provocarlo la composizione del nuovo consiglio federale. E c’è attesa anche per le poltroncine dei Settori, di nomina presidenziale. E’ scontata la partenza di Roberto Baggio dalla presidenza del Settore Tecnico di Coverciano. Lo dovrebbe sostituire un altro ex calciatore di grande fama: Gianni Rivera, che lascerebbe scoperta la presidenza del Settore Giovanile e Scolastico. Quest’ultimo è un Settore caro alla Lega Dilettanti, mentre circola sottovoce una candidatura innovativa. Quella del professor Pino Capua, già direttore di Medicina dello Sport dell’Ospedale San Camillo di Roma e presidente dell’Antidoping del calcio e pure ex assessore allo sport del comune di Reggio Calabria. Un nome spendibile, o no?

 già v. caporedattore alla Gazzetta dello Sport. Segue politica e giustizia dellosport anche in occasione del mondiale di Italia ’90. Nel 1997 vince il Premio Saint Vincent-Presidenza della Repubblica con un’inchiesta sul doping. Nel  2000 partecipa alla redazione del Dizionario del Calcio Italiano ed. Baldini&Castoldi per la parte riguardante la giustizia ordinaria e sportiva. Nell’anno accademica 2005-2006 insegna istituzioni e giustizia sportiva nel Master di management di sport alla Libera Università San Pio V (Luspio) della Cei. Nel 2009 il Coni gli conferisce la Stella d’Oro al merito sportivo “per l’impegno e la professionalità nel seguire l’attività del movimento sportivo italiano”.

(di Gianni Bondini)* – Ultima chiamata per la Lega di serie A. Ha otto giorni (fino a venerdì 11 a Milano) per eleggere il suo nuovo presidente. E una brutta figura l’ha già fatta, perché, dal 30 dicembre scorso, non può più presentare un candidato (lunedì 14 gennaio all’Hotel Mariott di Roma) nell’elezione del presidente della Federcalcio. Dov’è scontatissima la conferma di Giancarlo Abete (numero uno uscente).

 

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Marcel Vulpis

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