Serie A - Serie B

Editoriale – La Supercoppa sfumata e il nervosismo di De Laurentiis

(di Marcel Vulpis) – Ieri, con il ritiro della squadra al
momento della premiazione il numero uno del club campano non ha “offeso”
solo i suoi avversari (la Juventus), ma il concetto di sport in quanto tale
(per non parlare della figuraccia colossale su scala internazionale visto che
casualmente si giocava all’estero).

Non si può sempre vincere e non si sale su un podio solo
perchè si è vincitori. Sarebbe troppo facile, oltre che puerile. La sconfitta è
l’altra faccia della medaglia se si parla di sport (da sempre, non da oggi).
Oltre a ciò De Laurentiis è il presidente di un club di serie A, siede
stabilmente nel consiglio di Lega, ed è, tra l’altro, un “personaggio
pubblico”. Tre elementi su cui riflettere e farlo riflettere, soprattutto.

Il suo gesto può rischiare di scatenare reazioni scomposte
nelle menti di alcuni tifosi campani (che magari non aspettano altro che questo
– soprattutto se parliamo di quelli più “caldi” che vivono il calcio
erroneamente come una “fede”).

I dirigenti di un club professionistico devono essere sempre
d’esempio per i propri tifosi; devono fare sempre la cosa giusta e ieri De
Laurentiis ha fatto proprio l’esatto contrario: obbligare la propria squadra a
non accettare il premio di consolazione previsto dalla Lega. Una caduta di
stile e un’offesa nei confronti dei rivali.

E’ da un po’ troppo tempo, inoltre, che il presidente
campano non regge la tensione (in alcuni appuntamenti pubblici). L’ultima volta
er accaduto, poche settimane fa, a Milano all’uscita di una assemblea di Lega
quando aggredì verbalmente (promettendo, almeno a parole, di scendere per le
vie di fatto) un cronista di un noto quotidiano sportivo, “reo” di
aver fatto domande di taglio economico legate al calciomercato del Napoli. Non
ci sembra che da allora siano arrivate scuse formali al cronista di turno, ma
al di là di questo ci sembra che De Laurentiis stia partendo proprio con lo
spirito sbagliato. Non è così che si inizia una nuova stagione di calcio, anche
perchè cosa succederà a Napoli o Torino, quando si incontreranno nuovamente le
due selezioni, se in una finale di Lega si arriva a reagire in questo modo?.

Un’ultima annotazione: l’arbitro da sempre è il
“dominus” di una gara. Non c’è soluzione: può fare le scelte migliori
o quelle peggiori, ma è inutile reagire in questo modo. Succederà anche nel
prossimo campionato a tutte le squadre, a rotazione (si pensi al gol di Muntari
annullato in Milan-Juve per esempio dopo aver oltrepassato la linea di porta di
Buffon). Cosa avrebbe dovuto fare allora il Milan in quella occasione: non
mandare più in campo la squadra per protesta? Cerchiamo veramente di tornare
alla calma e di vivere il calcio come uno sport e non come un’arena per
litigare.  

Glielo chiediamo con estrema cortesia, presidente. Lei è una
persona troppo intelligente per comportarsi nel modo opposto. Ci aspettiamo,
pertanto, le scuse al cronista (non è mai troppo tardi) e un comportamento più
consono al suo ruolo per il resto della stagione, che, tra l’altro, deve ancora
partire. Siamo sicuri che ci ascolterà (o almeno lo speriamo). Ultima
annotazione: basta con questi inutili “silenzi stampa”, che non
servono a nulla, anzi sono un vero e proprio boomerang visto che De Laurentiis
ha perso l’unica occasione di dire la propria. 

 C’è uno strisciante nervosismo che alberga, da qualche
settimana, in “casa” Ssc Napoli, ma, soprattutto, nel suo uomo di
riferimento: Aurelio De Laurentiis. 

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Marcel Vulpis

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