Editoriale – Genoa-Siena: una nuova pagina vergognosa per il calcio italiano
Se questo è calcio. Una nuova pagina scandalosa macchia il football italiano e, ancora una volta, a “firmarla” sono i tifosi di un club di serie A (dopo il derby Lazio-Roma del 21 marzo 2004, sospeso per le intemperanze di entrambe le tifoserie capitoline). E’ quanto avvenuto questo pomeriggio in occasione di Genoa-Siena, fermata dagli ultras rossoblù all’8′ del secondo tempo. Un centinaio di tifosi (se così possiamo chiamarli) della curva Nord ha invaso la gradinata di fronte alla tribuna stampa lanciando fumogeni e petardi con l’obiettivo di interrompere l’incontro che era sul 4-0 per la squadra del patron Mezzaroma. A un certo punto gli ultras hanno chiesto ai giocatori del Genoa di togliersi le maglie perché ritenuti indegni di indossarle. Ora al di là del fatto che il valore dei giocatori del Genoa deve essere deciso dal management del club (a partire dal presidente Preziosi, per poi proseguire con il ct del Genoa), non si può ulteriormente abdicare di fronte a queste scene da Medioevo (con giocatori che piangono perchè costretti a riconsegnare la maglia per non averla saputa onorare). E’ arrivato il momento che lo Stato italiano faccia il suo dovere “isolando” questi soggetti inutili per il sistema calcio, perchè in grado solo di creare problemi, più che opportunità. Anche i presidenti di calcio però devono rinunciare a questo tiro alla fune, perchè un giorno i tifosi sono l’asse portante del club, il giorno dopo non lo sono più. Si facciano i nomi di questi supporter alle autorità competenti e si intervenga in misura decisa nei confronti di chi ha violato la legge e ci permettiamo di dire anche di rovinare uno spettacolo pagato a peso d’oro (vista l’obsolescenza dei nostri stadi). Certamente non sono giornate come queste che riportano famiglie e giovani allo stadio e per quanto si investa tantissimo, da parte di tutti i club, in marketing per promuovere lo spettacolo-calcio, questo di oggi pomeriggio chiaramente è solo uno spettacolo vergognoso che con il calcio non ha nulla a che fare. Adesso aspettiamo la risposta delle autorità competenti per capire se il calcio è un posto come un altro, dove chi viola la legge paga o se è una “zona franca” dove ormai tutto è possibile.

