Arene – Un nuovo impianto in sostituzione del PalaSharp
Il calendario delle scadenze fissate dall’assessore allo Sport, Alan Rizzi, conferma tutti gli appuntamenti già in agenda al Palasharp fino a luglio 2011. Poi, il tendone di Divier Togni verrà smontato definitivamente. Nel frattempo verrà fatto e aggiudicato un bando di gara per affidare la realizzazione del nuovo impianto — la stima è di due anni di lavori — nello stesso luogo del vecchio. La novità è che l’idea originale — ospitare nella nuova struttura permanente di Lampugnano spettacoli teatrali, concerti, congressi e fiere — è stata modificata per “inglobare” anche le attività previste dal progetto di rilancio del velodromo Vigorelli. Quest’ultimo, infatti, dovrà aspettare ancora a lungo per essere risistemato, visto che il piazzale antistante è stato individuato come luogo ideale per il cantiere principale della M5.
Quindi, visto che per il Comune la metropolitana ha la precedenza, si è deciso di sfruttare il Palasharp anche per alcuni eventi sportivi. «Del resto quando nacque con il nome di PalaTrussardi — ricorda l’assessore Rizzi — ospitò incontri di tennis, basket e pallavolo, quindi sarà un ritorno alle origini, in un contesto di integrazione con il Palalido, che avrà una vocazione sportiva più netta». Quello che però il Comune non ha deciso è che fine farà la preghiera del venerdì. La comunità islamica di viale Jenner ormai da due anni prega in via Sant’Elia, nella (vana) attesa di una soluzione diversa da parte del sindaco: pur sperando in una proposta definitiva e dignitosa a breve, gli islamici sanno che almeno la tensostruttura, con l’affitto pagato a Togni, assicura loro un tetto per la preghiera. Una volta abbattuta, si aprirà anche il fronte della ricerca di un nuovo posto alternativo al centro di viale Jenner.
Dare una lucidata agli impianti sportivi sarà uno degli imperativi della campagna elettorale della Moratti. Per questo si lavora anche al progetto San Siro. Sono partiti ora, e dureranno due anni, i lavori di risistemazione della copertura. Ma con i soldi che sono in cassa sarà difficile fare molto di più, ora che è sfumata la possibilità di ospitare gli Europei 2016 (che avrebbero permesso la ristrutturazione dello stadio a costo zero per il Comune). Se Rizzi è convinto di trovare ancora un modo — «non rinuncio allo stadio a 5 stelle, senza i lavori urgenti saremo costretti a chiuderlo», assicura — sarà dura racimolare i 12 milioni necessari per la manutenzione straordinaria, considerando che Inter e Milan dovrebbero sborsarne altri 28.
Entro la fine del mandato, invece, viene fissata la conclusione dei lavori per l’impianto XXV Aprile: la pista dovrebbe essere pronta a fine settembre, poi si passerà alle palestre e agli spalti. Restano fuori da qualsiasi progetto e promessa elettorale due piscine che aspettano da tempo una decisione: la Caimi di via Botta e la Cambini, chissà per quanto, resteranno ancora chiuse.

