Cosa cambia dopo l’approvazione in CDM del decreto Alfano sulla violenza negli stadi
(fonte: IlSecoloXIX) – Le norme sono quelle annunciate da tempo e vanno ad agire su tre diversi livelli: i tifosi violenti, la frode sportiva, la necessità di adeguare gli impianti. Il primo è il più corposo e ruota attorno ad un inasprimento del Daspo, il provvedimento di allontanamento dagli stadi per chi commette, anche all’estero, atti di violenza, minacce, intimidazioni o espone striscioni inneggiati alla violenza: si va dal divieto di accesso fino ad 8 anni per i recidivi a quello di gruppo (con un minimo di 3 anni per i `capi´); dall’arresto differito per coloro che fanno cori o innalzano striscioni che istigano alla discriminazione razziale, all’estensione del Daspo a tutti coloro che sono stati denunciati o condannati per delitti contro l’ordine pubblico (devastazione e saccheggio) e per i delitti di comune pericolo mediante violenza (attentato alla sicurezza dei trasporti, fabbricazione e detenzione di materiali esplodenti), ma anche per rapina, estorsione e spaccio di droga.
A ciò si aggiungono altre due norme molto forti: il potere al ministro dell’Interno di impedire le trasferte fino a due anni alle tifoserie protagoniste di gravi episodi di violenza e la sorveglianza speciale di polizia per chi è stato più volte colpito dal Daspo o è spesso coinvolto negli scontri. «È una scelta molto forte del governo – dice Alfano – visto che lo stesso provvedimento si applica ai mafiosi». C’è poi il capitolo che riguarda la frode sportiva e anche in questo caso il governo ha usato il pugno duro: chiunque offre, o riceve, denaro o altre utilità per alterare il risultato di una competizione sportiva, è punito con una pena che va da 2 a 6 anni di carcere, mentre fino ad oggi si fermava al massimo di un anno. Quando la frode altera le scommesse sportive, la pena arriva fino a 9 anni e la multa fino a centomila euro.
La terza linea d’azione prevista dal decreto è quella che riguarda più direttamente le società: si stabilisce che non possano esserci né rapporti commerciali tra tifosi e club né agevolazioni di qualsiasi tipo da parte delle società ad ultrà condannati per reati in materia di vendita e contraffazione di prodotti. Ma soprattutto si chiede «uno sforzo» maggiore per mettere gli impianti a norma dal punto di vista della sicurezza, prevedendo una semplificazione burocratica che impone alle amministrazioni locali di dare una risposta alle richieste delle società entro 48 ore.
Il quotidiano ligure IlSecoloXIX (entrato da pochi giorni nell’orbita de LaStampa) ha analizzato i cambiamenti futuri che ci saranno nei rapporti tra club e tifosi alla luce del decreto Alfano, approvato da pochi giorni, sul tema della violenza negli stadi (alla luce e sull’onda emozionale dell’omicidio di Ciro Esposito, in occasione della finale del 3 maggio scorso all’Olimpico tra Napoli e Fiorentina).

