Serie A - Serie B

Lega Serie B: ”Obiettivo Pubblico”, in Lega B incontro di formazione sulle politiche di coinvolgimento di nuovi tifosi

Da diversi mesi la Lega Serie B mette in campo politiche in favore dei propri tifosi, con l’obiettivo di incrementare le presenze degli stadi. Troppo bassa infatti la media se rapportata alle seconde divisioni inglesi e tedesche, con numero di spettatori che raddoppiano soltanto in occasione del finale di stagione, quando i match diventano determinanti per la classifica. Lo scopo è fidelizzare e cercare nuovi target di pubblico che sostengano la squadra nel corso di tutta la stagione.
In apertura il Direttore generale Paolo Bedin ha spiegato l’impegno della Lega Serie B: “Lavoriamo su diversi fronti – ha detto – con proposte materiali, come B Futura per avere nuovi stadi, e immateriali, come appunto con Obiettivo Pubblico ma anche con la ricerca on line dedicata alla nostra gente partita proprio oggi. Abbiamo bisogno di conoscere i nostri tifosi, capire cosa si aspettano e come possiamo muoverci per soddisfare le loro esigenze”. Roberto Ghiretti, presidente dello Studio Ghiretti, ha introdotto gli argomenti del workshop: “Oggi parliamo di nuovi target, indispensabili per un normale ricambio e necessari per uno sport popolare come il calcio. L’analisti delle best practice di altri Paesi e altre discipline sportive può essere di grande stimolo per le nostre società”.
Dopo queste premesse ha portato la sua esperienza d’Oltremanica Mark Bradley direttore della Fan Experience Company, agenzia che ha assistito diversi club inglesi nelle politiche di coinvolgimento del pubblico: “Il punto di partenza è mettersi nei panni del tifoso, soprattutto quello nuovo, capire le sue difficoltà, le sue aspettative e fargli vivere momenti magici, soprattutto ai bambini che saranno i fan del futuro. Esperienza che non dimenticheranno e che lo fidelizzeranno al club per tutta la vita”.

Negli Usa invece si è giocata una scommessa. Il soccer infatti partiva svantaggiato di fronte a quattro leghe quali baseball, basket, football e hockey che dominano la scena: “Grazie a ricerche di mercato – spiega Mark Bradley direttore brand&marketing della Major Soccer League americana – si è individuato che il tifoso del soccer americano ha l’età media più bassa fra tutti i sport americani: “Abbiamo allora concentrato i nostri investimenti sui bisogni tradizionali dei giovani, interattività, condivisione, scelte partecipate. E i risultati ci stanno dando ragione”.

A Riccardo Nasuti, manager Area digital dell’As Roma è toccato invece parlare del coinvolgimento dei tifosi attraverso le diverse piattaforme social , che il club giallorosso ha introdotto in maniera strutturata a partire dall’estate del 2011, cioè in coincidenza con l’arrivo della nuova proprietà americana: “Eventi, ricorrenze, risultati, situazioni, sono tanti i modi per coinvolgere i propri fan attraverso i social network. I nostri risultati registrano un trend molto positivo anche per l’intercettazione di nuovi tifosi al di fuori del nostro bacino tradizionale”.

Ha chiuso l’incontro Enzo Barbaro, responsabile Marketing della Yamamay Busto Arsizio Volley, uno dei migliori esempi extracalcistici di fidelizzazione, capace di riempire in ogni turno di A1 femminile il PalaYamamay.


Dopo il convegno organizzato lo scorso 23 aprile, dedicato alla fidelizzazione dei tifosi, si è tenuto oggi un secondo incontro all’interno di Obiettivo Pubblico, il progetto di formazione per le 22 società cadette indirizzato a politiche di coinvolgimento.
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Marcel Vulpis

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