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WNBA E AT&T: UNA PARTNERSHIP PER LO SVILUPPO DEL BASKET FEMMINILE

(di Marco Casalone) – La WNBA (Women’s National Basketball Association) ha annunciato una collaborazione pluriennale con il gigante americano delle telecomunicazioni AT&T, che diventerà la prima azienda non attiva nel settore dell’abbigliamento sportivo ad apporre il proprio logo sulla parte anteriore delle maglie delle società.
Per la prima volta nella storia della lega femminile, da quando nel 2009 le Phoenix Mercury firmarono il primo storico contratto di “Jersey sponsor” con Lifelock, un unico marchio comparirà su tutte le divise da gioco delle 12 franchigie: tanto nel 2011 quanto nel 2016, infatti, sia Boost Mobile che Verizon riuscirono a concludere un accordo con soli 10 team tra quelli partecipanti al campionato.
A partire dall’edizione di quest’anno, AT&T sarà anche lo sponsor principale dell’annuale WNBA All-Star Game, in programma il prossimo 27 luglio a Las Vegas: il simbolo dell’azienda di Dallas comparirà sia sul parquet che sulle tribune del Mandalay Bay Events Center in occasione dell’evento.
Infine, il brand AT&T sarà inserito in tutti i canali mediatici della lega: nel sito ufficiale WNBA.com, nella mobile app, in tutte le piattaforme social, nonché nelle trasmissioni di approfondimento su ESPN e NBA TV.
Con la conclusione di questo accordo, la compagnia telefonica è ora partner di entrambe le Leghe professionistiche del basket statunitense, avendo sostituito la rivale Verizon nel ruolo di responsabile delle telecomunicazioni wireless della NBA a partire dallo scorso mese di febbraio.
Oltre alla sponsorizzazione, la WNBA e AT&T “collaboreranno per supportare e sviluppare il mondo del basket femminile” ha spiegato Kerry Tatlock, Vicepresidente Senior del settore partnership e marketing presso la WNBA, “La nostra associazione è profondamente impegnata nel responsabilizzare e ispirare le donne e AT&T, che condivide i nostri stessi valori di diversità e inclusione, è il partner perfetto per noi, anche alla luce del momento molto particolare che sta attraversando il nostro sport”.
Effettivamente, in diverse occasioni nel corso dell’ultimo anno le cestiste americane hanno espresso il loro disappunto per la disparità retributiva esistente con i loro “colleghi” della NBA; una protesta incentrata non sulle differenze salariali, ma sui diversi accordi contrattuali in essere tra le due leghe e i rispettivi sindacati dei giocatori: la NBA infatti divide il 50% delle entrate totali con i suoi tesserati, mentre la WNBA riserva alle proprie atlete solo il 20% circa degli introiti (situazione confermata da un recente studio che ha evidenziato come la miglior giocatrice del campionato WNBA guadagni 116.000 dollari all’anno, mentre la retribuzione minima annuale di un arbitro NBA si attesta a circa 150.000 dollari).
Lo scorso anno, AT&T si è resa protagonista di un’altra importante iniziativa a favore dell’universo femminile: ha infatti stanziato oltre un milione di Dollari a favore della Girls Who Code (un’organizzazione non profit impegnata a sostenere ed aumentare la presenza delle donne nel mondo dell’informatica) e della sua campagna “Sisterh >> d”, concepita per facilitare alle studentesse delle scuole superiori l’ingresso nei campi della scienza, della tecnologia, dell’ingegneria e della matematica.
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Redazione

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