Tensione FITP-governo: il Decreto Sport rischia di mettere fine all’era Binaghi.
(di Olivia Carbone) – “Sono pronto a fare un passo indietro”. Sono queste le parole di Angelo Binaghi, presidente della Federazione Italiana Tennis e Padel, durante la presentazione del Masterplan a Torino. Il numero 1 della FITP sarebbe pronto (anche se per molti è suonata come una semplice provocazione) a farsi da parte a causa del Decreto Sport. Il decreto prevede la creazione di una nuova commissione tecnica che affiancherebbe alla FITP l’ente governativo Sport e Salute.
La presentazione del Masterplan per le Nitto Atp Finals, in scena pochi giorni dopo lo storico trionfo di Jannik Sinner a Wimbledon, avrebbe dovuto rappresentare un momento di gioia per la Federazione. Le dichiarazioni del presidente hanno però esplicitato il clima teso delle ultime settimane: “Abbiamo qualche problema amministrativo, speriamo di risolverlo per far sognare ancora gli italiani”, spiega Binaghi. “Io sono un uomo delle istituzioni e non dimentico l’aiuto che ho ricevuto. Spero che tutto si possa risolvere, se poi il problema dovessi essere io o la mia visione, dopo 25 anni posso anche togliere il disturbo e lasciare a spazio a chi può fare meglio di me”.
Il messaggio di Binaghi è chiaro: nessuna volontà di cedere. Dopo un tentativo di dialogo con il governo, rivelatosi fallimentare, il numero 1 della FITP non ha intenzione di facilitare le cose al decreto sport.
Cosa prevede il decreto sport
Il decreto sport introduce nuove misure per la gestione dei principali eventi sportivi in scena in Italia. Lo Stivale si prepara a ospitare i Giochi Olimpici e Paralimpici invernali di Milano-Cortina 2026, le ATP Finals, in scena in Italia fino al 2030 e l’America’s Cup a Napoli nel 2027. Il decreto prevede degli interventi che avranno come obiettivo quello di valorizzare questi eventi, con una serie di disposizioni per ogni rassegna.
Per le ATP Finals, è stato istituito un Comitato organizzatore, composto da rappresentanti governativi, enti locali, FITP e dall’ente Sport e Salute, con quest’ultimo che parteciperebbe alla gestione di contratti e appalti. Si tratta di una pesante perdita di autonomia per la Federazione, che, fino a questo momento, ha gestito le Finals in autonomia e che si troverebbe a dover condividere il lavoro (ma soprattutto il crescente business) con il Governo.

