Tempi Supplementari – Invasioni del CONI sulle ingiustizie federali
“Il 30 giugno lo sport avrà la Cassazione dello Sport, la Procura generale e il Collegio di garanzia”. Tutto con la benedizione del governo, il sì è del ministro vigilante Graziano Delrio, e del presidente della Cassazione (vera) Giorgio Santacroce.
L’ex ministro Franco Frattini presiederà la corte dell’ultimo giudizio di legittimità sportiva, il generale dei carabinieri Enrico Cataldi sarà il procuratore (ovviamente) generale e i garanti sulle norme e sulle nomine saranno i giuristi Annibale Marini, Carlo Deodato e Luigi Fumagalli. Chi scriverà le norme ispiratrici della giustizia sportiva è il professor Giulio Napolitano, docente di diritto e figlio cadetto del presidente della Repubblica, ma soprattutto un conoscitore della materia del diritto dello sport.
Le preoccupazioni dei tre presidenti contrari riguardano, essenzialmente, le funzioni del procuratore generale, che potrà “avocare a sé” quei procedimenti disciplinari, a suo giudizio, in contrasto con le norme o troppo lenti. Situazioni a cui le giustizie “domestiche” federali ci hanno sconcertato più di qualche volta. Le eccezioni di Abete sono state proprio sui super poteri del Procuratore del Coni. E ha tirato in ballo “invasioni” che minerebbero “l’autonomia della giustizia federale”. Petrucci ha citato il diverso carico delle giustizie federali: “Il 65 per cento del contenzioso è del calcio, il 12 del basket, il 6 della pallavolo, il 2 per cento a testa del nuoto e del tennis”. Come si fa a fare giudizi e giudici unici? Barelli ha preso un po’ dell’uno e un po’ dell’altro. Anche perché gli interessi divergono, tar professionisti e sport dei dilettanti.
La “vera verità” è un’altra: la rivolta dei procuratori federali, che si sentiranno subalterni e inutili, la fine della “scontificio” e un certo potere di commissariamento della giustizia federale. Con grande rispetto, per le motivazioni giuridiche di Abete e Petrucci, più di qualche volta quella giustizia è stata “domestica” dell’immagine e degli interessi di grandi e potenti club o personaggi. Non siete d’accordo? E, allora, vediamo che sarà per il futuro prossimo.
(di Gianni Bondini) Riformare la giustizia sportiva (ora) si può. Oggi pomeriggio l’ha deciso a stragrande maggioranza il Consiglio Nazionale del Coni, che in tal senso ha modi ficato lo statuto e ha accolto le modifiche studiate dalla commissione Fabbricini-Mornati-Soro. Tre i voti contrari, quelli dell’ex presidente del Coni (ora a capo del basket) Gianni Petrucci, del presidente del calcio, Giancarlo Abete e di quello del nuoto Paolo Barelli.

