Tempi Supplementari – Chimenti, il signore del golf, ha le chiavi della cassaforte del CONI
I nostri predecessori (Petrucci e Pagnozzi) hanno fatto un gran lavoro, ma Giovanni Malagò ha una marcia in più>. Per questo il nuovo motto è: “Più privato e meno Stato”? Chimenti sorride e annuisce, elencando nomi di peso: <Armani è di casa e così Benetton…>. E’ vero, ma c’è un settore dello sport, quello della cultura (biblioteca, archivio e perché no, museo) che va a rilento. <Vedrete, vedrete, che anche lì faremo delle cose importanti e il Ponte della Musica collegherà sul serio il Foro Italico all’Auditorium e al Maxi>. Chimenti non ha dubbi, nel gemellaggio culturale tra Roma Capitale e la Capitale dello Sport. Questo preside universitario, prestato allo sport da decenni, parla pure del suo grande amore: il golf. <Sì, è vero, abbiamo incassato circa 7 milioni e mezzo di sole iscrizioni – confessa -. Il golf è in espansione. E’ uno sport sano e in tutto il mondo ha più tesserati del calcio>. Detto dall’ex presidente della Lazio del 1986, dopo Chinaglia, c’è da credergli. <Statene certi>, aggiunge. E quest’ultima è la stessa frase che usò alla vigilia del ribaltone che portò Malagò al vertice del Coni, di cui Chimenti è stato il regista. Per questo le sue “certezze” non sono affermazioni vuote.(di Gianni Bondini) – Se il Coni deve spendere o incassare serve il “sì” di Franco Chimenti. Avete capito bene le finanze del colosso dello sport italiano sono nelle mani di questo elegante e gentile professore universitario. E’ da due mesi il presidente della Coni SpA: appunto, la cassaforte olimpica Tempi duri, per le finanze dello sport? <Ieri, col presidente Malagò siamo andati dal ministro delle Finanze Saccomanni – risponde Chimenti -. Il finanziamento al Coni non mancherà>. E non è poco, di questi tempi: si riparla di 411 milioni di euro.

