Tempi duri nel Regno Unito per il betting non autorizzato.
(di Alfredo Mastropasqua) – Il Governo del Regno Unito intende vietare alle società di gioco d’azzardo senza licenza di sponsorizzare i club della English Premier League (EPL). La ministra della cultura britannica Lisa Nandy ha dichiarato che non è corretto permettere a operatori non autorizzati di aumentare la propria visibilità attraverso il calcio inglese, attirando potenzialmente i tifosi verso piattaforme che non rispettano gli standard normativi del mercato interno.
Il provvedimento impedirà ai club della Premier League di accettare sponsorizzazioni da operatori privi di licenza nel Regno Unito. Dal 2023 la Premier League aveva già deciso volontariamente di rimuovere le sponsorizzazioni di gioco d’azzardo dalla parte frontale delle maglie entro la fine della stagione in corso, ma restano possibili accordi per loghi sulle maniche.
Il Betting and Gaming Council (BGC) ha accolto con favore l’iniziativa del governo britannico, chiedendo misure ancora più severe contro il “mercato nero”. L’associazione di controllo sottolinea che gli operatori autorizzati devono rispettare regole stringenti rispetto alla tutela dei consumatori, al gioco responsabile e agli obblighi fiscali, mentre quelli illegali da sempre non garantiscono protezioni, non pagano le tasse e mettono a rischio i loro clienti. Un danno da diversi milioni di euro per gli operatori del comparto pubblico, lecito e regolamentato.
In sintesi, l’esecutivo UK punta a contrastare il gioco d’azzardo illegale nello sport, con il sostegno dell’industria regolamentata. In Regno Unito, undici club della Premier League hanno attualmente come main sponsor aziende legate al settore delle scommesse. A partire dalla prossima stagione, con l’entrata in vigore del divieto di pubblicità delle società di betting sulla parte frontale delle maglie, queste squadre saranno chiamate a individuare nuovi partner commerciali.
Secondo quanto riportato dal quotidiano britannico The Guardian, alcuni club avrebbero però valutato una soluzione alternativa: mantenere accordi con operatori del gioco d’azzardo attivi nei mercati asiatici, rimodulando le partnership in modo da aggirare le restrizioni interne. Si tratterebbe di operatori non autorizzati a operare nel Regno Unito, presenti in Paesi come Cina e nel Sud-Est asiatico, talvolta anche in contesti normativi poco trasparenti o ai margini della legalità. Tra le società appena citate figurano anche realtà del calibro di Sunderland AFC, Aston Villa FC, Leeds United FC, Nottingham Forest FC e Chelsea FC.
Più in generale divieto riguarderà esclusivamente il logo sulla parte anteriore della maglia: resterà infatti consentita la presenza di marchi legati alle scommesse sulle maniche o sui LED pubblicitari a bordo campo. La UK Gambling Commission ha chiarito che, per poter intrattenere rapporti commerciali con operatori non autorizzati nel Paese, i club dovranno verificare che tali partner non accettino puntate in sterline né da clienti britannici e che i rispettivi siti siano soggetti a blocco geografico nel Regno Unito.

