Spoomeweek traccia le linee guida del futuro dello sport in Basilicata

Presidente Esposito qual è la situazione sportiva lucana e quali finalità si propone l’evento organizzato a Matera?
L’attuale situazione sportiva lucana presenta sicuramente una serie di criticità. Prova ne è l’assenza dallo scacchiere olimpico di atleti lucani (Londra 2012) e il rapporto relativo all’indice di sportività pubblicato nel mese di agosto sul Sole24Ore che, addirittura, ci vede con Potenza e Matera posizionati tra gli ultimi posti delle 110 provincie analizzate. Sul punto, l’evento che l’ASI ha organizzato muove nella direzione di offrire un primo momento di riflessione per tutti gli addetti ai lavori.
L’indice sportivo in Basilicata è molto basso. Qual è, secondo lei, il gap principale da colmare?
Prima di tutto l’assenza di una rete ben strutturata idonea a far conoscere concretamente qual è l’offerta e la domanda sportiva presenti sul territorio lucano. E, ancora, l’assenza di un atlante dettagliato dello stato di salute di tutti i complessi sportivi attualmente fruibili dai cittadini. Inoltre, l’assenza di percorsi di formazione per giovani manager in grado di rivalutare non solo la dimensione sociale della componente sportiva ma anche quella economica. Certamente restituire agli Enti di Promozione Sportiva ed alle Federazioni un ruolo privilegiato aiuterebbe la creazione di un nuovo modello sportivo di tipo inclusivo.

Qual è il modello sportivo che immagina per la Basilicata?
Questa è certamente una domanda che dovrebbe essere rivolta a coloro che rappresentano le istituzioni sul territorio visto che le decisioni in fatto di sport quasi sempre passano per la politica lucana. Basta leggere la legge regionale relativa alla programmazione triennale per lo sviluppo sullo sport 2011-2013 per farsene un’idea. È chiaro che 1,6 milioni di euro annui all’interno di un piano triennale può sembrare una cifra ingente, ma serve una struttura terza che affianchi la regione e l’aiuti nell’analisi dei progetti da autorizzare, perché troppo spesso abbiamo visto in Italia fondi regionali trasformati in denaro a pioggia senza alcuna progettualità e controllo di verifica sui destinatari finali. Dobbiamo fare molta attenzione sulla spesa pubblica anche quando si parla di sport, perché i soldi pubblici sono alla fine provenienti dal gettito fiscale, quindi in ultima analisi dai cittadini.
Quali sono le prospettive future di una nuova politica sportiva lucana? 
Sicuramente quella di traghettare lo sport lucano da una dimensione classica (questa è la palla…giocate!) ad una di tipo moderno capace d’includere altri settori come il turismo, la cultura, l’ambiente, l’imprenditoria, l’editoria ecc. In Basilicata abbiamo molte eccellenze ma se non superiamo l’isolamento e la dispersione sportiva non saremo mai in grado di esportarle anche fuori dal contesto locale.
Quali proposte sono emerse dal convegno?
Tra le principali vi è quella di indire per la prima volta in Basilicata gli Stati Generali dello sport. Un’ esigenza questa che deve portare al più presto alla costituzione di un’Agenzia dello Sport Lucano capace di raggruppare tutte le eccellenze attualmente presenti sul territorio. Lavorare insieme ad un modello sportivo vincente che possa essere vissuto anche come sport driver per altri settori oggi in crisi.
Investire in grandi eventi sportivi in Basilicata quanto può incidere, secondo lei, a migliorare la sensibilizzazione verso lo sport? 
Se ci fosse la possibilità di investire in grandi eventi sportivi sono sicuro che si farebbero grandi passi in avanti. È lo sport professionistico che traina lo sport di massa e la presenza di campioni ad eventi di questo tipo sicuramente gioverebbe non solo allo sport in quanto tale ma a tutto l’indotto. Certo è che questa regione non è ancora pronta per i grandi eventi e basta guardare lo stato di salute della nostra impiantistica sportiva per capirlo da soli. Proprio sul tema dell’impiantistica ci tengo a sottolineare che come ASI Basilicata presto ci presenteremo come parte attiva/promotori di una indagine sullo stato di salute degli impianti lucani (non solo gli stadi di calcio, ma soprattutto le palestre delle scuole). Temo che troveremo una realtà ancora più cruda della fantasia.
Impiantistica sportiva e offerta sportiva, quali problemi incontra l’economia sportiva lucana? 
Cattedrali nel deserto; opere incompiute; mancanza di controlli da parte delle istituzioni sulla corretta gestione delle strutture sportive attualmente in funzione sono solo alcuni dai numerosi problemi legati all’economia sportiva di questa regione. Ormai lo sanno tutti. Bisogna invertire la rotta con interventi concreti altrimenti così non si va da nessuna parte.
L’investimento sugli impianti in che modo andrebbe coordinato con programmi formativi a lungo termine? 
Coinvolgendo gli assessorati allo sport della regione con quelli degli altri enti locali. Dobbiamo fare sistema mettendo tutti gli operatori in rete. Non c’è più tempo per aspettare. Siamo tornati all’epoca di “Cristo si è fermato ad Eboli”. Mi scuso per la durezza ma ogni tanto il territorio ha bisogno di una scossa.
Parliamo di sport e nuove tecnologie. Spoome è un network sportivo che permette ad atleti, professionisti, giornalisti e fan di interagire tra di loro. Pensa che servizi come quelli offerti dalla nostra piattaforma, possano contribuire a fare rete in Basilicata e più in generale in Italia?
Si certo. I media sono molto importanti soprattutto in una regione estesa come la nostra. L’online è già il presente, bisogna solo saperlo mettere in rete, come lo sport, e non è un gioco di parole, anzi. Spoome lo trovo un ottimo progetto una start up innovativa ideata e gestita da giovani professionisti, proprio quello che serve alla Basilicata del futuro prossimo.

Lo scorso 17 settembre si è tenuto a Matera il convegno promosso dall’ASI Basilicata, in collaborazione con la Camera di Commercio di Matera, dal titolo “Una politica sportiva per il rilancio vincente del territorio della Basilicata”. Incontro questo che ha messo in evidenza la situazione sportiva lucana. A che punto siamo? Il portale Spoomeweek ha chiesto a Gregorio Esposito, presidente regionale dell’Ente di promozione sportivaAssociazioni Sportive e Sociali Italiane”.

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