Social Media – Le società di calcio devono diventare aziende di intrattenimento
I club di calcio hanno la necessità di fuoriuscire dagli schemi dei piani di marketing classici, con sconti promozionali, aggiornamenti storici e video che non usano le tecniche tradizionali. Le squadre hanno bisogno di monitorare e di ascoltare i loro fans, sia quelli vecchi sia quelli nuovi.
L’anno scorso quasi un milione di persone si sono recate in Inghilterra per assistere ad una partita di calcio, aumentando il fatturato dell’industria del turismo di £706 milioni. Si tratta di un giro d’affari colossale e i club dovrebbero interrogarsi su come trasformare gli stadi in paesaggi turistici e in anfiteatri dell’intrattenimento.
Avendo presente ciò, le attività che una società calcistica compie devono muoversi maggiormente nella direzione di come far divertire i fans piuttosto che su come informarli. Attraverso i social media è necessario far crescere l’eccitamento nel pre-partita, promuovere biglietti scontati e arrivare dritti alla passione dei fans.
Come fare ad intrattenere i propri fan?
Le squadre devono pensare a cosa vogliono i tifosi, che significa renderli partecipi di quello che accade dietro le quinte, curiosità sull’alimentazione dei loro campioni, gli allenamenti, tutto ciò che accade in preparazione alla partita a cui assistono.
Prima delle partite le squadre devono mostrare ai loro tifosi i particolari più curiosi, hanno bisogno di dimostrare che quella non è solo un’altra giornata di campionato, ma è legato a quanto successo nelle stagioni passate, devono evidenziare il ritorno di un giocatore ora passato tra fila avversarie, o la possibilità di diventare la squadra più titolata della Lega. Le società devono usare YouTube per far vedere dei frammenti degli highlight delle partite passate, cercare di prevedere i risultati o parlare dei giocatori chiave e unire tutti i tifosi grazie all’hashtag su Twitter.
Il calcio è uno sport che crea delle tribù, all’interno delle quali le tradizioni, l’orgoglio e la lealtà giocano un ruolo essenziale nel far sì che i tifosi diventino dei veri tifosi. Le società devono far leva su questo e creare una mentalità tra i tifosi e dei tifosi utilizzando i social media, devono creare attesa sul club e sui giocatori, controllando allo stesso tempo che la situazione rimanga nei limiti del consentito. Chiunque guardi una partita in TV su Sky Sport riesce a scoprire tutto ciò che necessita sulla partita in 30 secondi dal collegamento: questo è quanto dovrebbero replicare le squadre.
Sean Walsh, fondatore di Digital-football.com e esperto di social media applicati al calcio
Una lezione che i club, calcistici ma non solo, hanno imparato in quest’ultimo anno è che i loro profili social non sono un semplice strumento di marketing aziendale. Negli ultimi tre anni i social media stessi sono cambiati fino a diventare un network all’interno del quale restare aggiornati, scambiarsi informazioni con amici e familiari, condividere immagini e organizzare eventi. In altre parole sono diventati una forma di intrattenimento primaria, con in particolare Twitter e YouTube che sono diventati una piattaforma da frequentare per restare aggiornati, leggere storie divertenti, scoprire nuovi gossip sui propri idoli ed andare alla ricerca di esperienze uniche. L’analisi nasce da un post interessante di Gianluca Finazzi, social analyst che sta portando avanti un progetto innovativo (Fansdom) dedicato alle community delle società di calcio.

