Serie A – Chievo Verona, Squizzi e Andreolli docenti per un giorno
I giocatori hanno parlato delle loro rispettive esperienze, coinvolgendo i ragazzi per più di un’ora nell’aula magna della scuola; hanno raccontato di quanto sia importante avere un sogno da coltivare, rimanendo con i piedi ben ancorati a terra. “La passione per lo sport – ha raccontato Marco – è stata presente in me sin da bambino. Nella mia famiglia lo sport è sempre stato un ingrediente fondamentale. Ho iniziato a fare sacrifici da quando l’Inter mi chiamò nel settore giovanile, mi staccai dalla famiglia e non fu certo una cosa semplice. E’ stato per me un continuo insegnamento di vita. Senza sacrifici non si arriva a nulla; non avevo la certezza di fare il calciatore e, finchè coltivavo il mio sogno che poi si è avverato, non ho mai sottratto tempo allo studio”.
Lorenzo fu acquistato, agli inizi della sua carriera dalla Juventus, con cui esordì in una finale di Coppa Italia: “Nella mia famiglia erano tutti tifosi juventini; quando la juventus decise di prendermi fui l’ultimo a saperlo, in famiglia. Un giorno tornai da scuola e vidi nel corridoio una sorta di altare preparato da mio fratello… Ti ha preso la Juve! – disse mio padre. Io non ci potevo credere, di lì a poco mi sarei trasferito a Torino per iniziare una nuova avventura”.
Il portierone gialloblu ha poi concluso con uno splendido augurio il suo intervento, facendo riflettere i ragazzi sulla componente del sogno: “I sogni fanno parte di ognuno di noi, coltivateli! Non perdete mai di vista i vostri obiettivi e date sempre il meglio di voi, i risultati prima o poi arriveranno. Non date ossigeno alla cultura dell’alibi, quando le cose non vanno bene, non attribuite ad altri la responsabilità dei vostri errori. Tutto dipende da voi, con l’impegno si arriva ovunque”.
Fonte: chievoverona.tv.it

