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Razzismo social contro i calciatori inglesi dopo la finale di Euro2020: 11 arresti nel Regno Unito

(di Guido Paolo De Felice) – La polizia del Regno Unito ha arrestato 11 persone in seguito agli episodi di odio razziale sui social di cui sono stati vittime tre calciatori di colore della nazionale inglese, al termine della finale di Euro2020 contro l’Italia.

Secondo quanto riferito dalle forze dell’ordine, tutti gli arrestati, eccetto uno, sono uomini e hanno un’età compresa tra 18 e 63 anni.

Marcus Rashford, Jadon Sancho e Bukayo Saka erano stati presi di mira sui social media dopo aver sbagliato i rispettivi calci di rigore contro l’Italia l’11 luglio.

L’organo di governo del calcio inglese, l’allenatore dell’Inghilterra Gareth Southgate e il primo ministro britannico Boris Johnson hanno condannato tali abusi fin da subito, insieme ad altre figure di alto profilo di tutto il mondo calcistico. Al tempo stesso, è stata promulgata dagli utenti stessi una campagna verso le società infrastrutturali di social media per chieder loro di intensificare gli sforzi contro l’odio online sulle proprie piattaforme.

La United Kingdom Football Policing Unit (UKFPU), che sta conducendo un’indagine sui crimini d’odio relativa ai suddetti incidenti, ha dichiarato giovedì di aver ricevuto più di 600 segnalazioni di commenti razzisti inviati ai giocatori di colore dell’Inghilterra dopo la partita. Le forze dell’ordine hanno giudicato 207 di questi post come “di natura criminale”. Hanno così identificato 34 account appartenenti a persone fisiche nel Regno Unito, e 11 di questi sono stati arrestati.

La UKFPU ha affermato, inoltre, di essere tuttora in attesa di ricevere dati dalle società di social media sui restanti 50 titolari di account. Ha inoltre identificato altri 123 account appartenenti a persone residenti al di fuori del Regno Unito. In una fase successiva, anche i dettagli di queste persone saranno consegnati alle autorità competenti per agire, secondo quanto affermato dalla UKFPU.

Il capo della polizia Mark Roberts, massimo esponente della polizia calcistica nel Consiglio dei capi della polizia nazionale, ha affermato che le indagini stanno procedendo “a ritmo serrato”.

Ci sono persone là fuori che credono di potersi nascondere dietro un profilo di social media e farla franca pubblicando commenti così ripugnanti“, ha detto Roberts. “Devono ricredersi: abbiamo investigatori che stanno cercando in modo proattivo commenti offensivi in relazione alla partita e, qualora venissero ritenuti aver oltrepassato una certa soglia criminale, coloro che li hanno pubblicati verranno arrestati“.

La maggior parte degli arresti è stata eseguita con l’accusa di “comunicazione dolosa” o violazione della sezione 127 del Communications Act 2003. La sezione 127 disciplina la regolamentazione nel Regno Unito sull’uso improprio della rete pubblica di comunicazione elettronica del paese, che include l’invio di messaggi ritenuti “grossolanamente offensivi”, “indecenti” o “minacciosi”.

Coloro che sono stati giudicati colpevoli di reati di comunicazione dolosa rischiano una pena massima di due anni di carcere, mentre le violazioni della sezione 127 possono comportare la reclusione fino a sei mesi.

 

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