Media – Le nuove frontiere della comunicazione digitale

fonte: di Rachele Zinzocchi – Il Tempo, 29 aprile 2010

«Cliccate, cliccate, qualcosa resterà». Così preconizzava un noto settimanale un anno fa parlando di «brand reputation online»: il valore, per un prodotto, del giudizio della Rete, di cui solo oggi da noi ci si va accorgendo. Nel web tutto è traccia. I pareri, belli o brutti, restano scolpiti, in costante diffusione virale. Perciò, pur con fatica, le aziende iniziano ad affidarsi a professionisti che migliorino la propria immagine online: social media manager che non "pubblicizzino" ma "comunichino", creando comunità di "amici" in un dialogo orizzontale e partecipativo. «O tu parli sul web o il web parla di te», si dice. Nella nostra nuova economia "collegata e condivisa" idee, conoscenza, creatività si moltiplicano esponenzialmente nelle infinite connessioni di Rete e social network, facendosi patrimonio di ricchezza per tutti. Ma se ricchezza è solo nella condivisione, l’affidabilità del prodotto – stabilita su commenti e recensioni degli utenti – sarà decisiva. Nella nuova «trusted economy» – economia della reputazione, della "condivisione affidabile" – il futuro è tutto nel «Word of Mouth Marketing», il passaparola online. «Noi ci crediamo fin dal nome che ci siamo dati», spiega Francesco Pocchi, amministratore delegato e cofondatore, con Davide Liberati, della «Quattrozeroquattro» (http://www.quattrozeroquattro.com/), agenzia di comunicazione soprattutto digitale. «Vogliamo far capire che in Rete persino un errore comunica e, se ben gestito, anche bene. "404" è il messaggio di errore di Windows per "file non trovato". Qualcosa che prima non c’era, ma oggi vive e comunica: come noi e ciò che facciamo». In modo impeccabile: «Lavoriamo molto con RedBull e col cinema. Di recente abbiamo promosso i film "Donne senza uomini" e "I gatti persiani". Come? Contattando i blogger più autorevoli, le comunità iraniane, e tramite loro o grazie a loro parlando e facendo parlare del film. O infiltrandoci nei forum e discutendo dei film come utenti qualsiasi, dicendo la nostra ma in modo oggettivo. Nulla è celabile in Rete. Una critica ragionevole non si nega né si censura. Le si risponde, mostrando gli altri lati positivi». Vantaggio enorme specie per le aziende: «I costi sono tanto più ridotti quanto maggiore è l’impatto. Se noi guadagniamo 1, il cliente ha un guadagno 10 garantito».Nel web tutto è traccia. I pareri, belli o brutti, restano scolpiti, in costante diffusione virale. Ne è certa di questa tesi Rachele Zincocchi, firma de IL TEMPO, analista di tematiche legate all’informazione digitale. 

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