ManUtd pronto a trasformare l’Old Trafford e ad incassare oltre 175 milioni di sterline attraverso la title-sponsorship del nuovo stadio.
Il Manchester United si prepara a sfruttare commercialmente uno dei progetti più ambiziosi mai avviati dal club di English Premier League (EPL) per rinnovare la sua infrastruttura “simbolo”. Secondo quanto riportato da fonti britanniche (il quotidiano The Sun ha dato ampio spazio al rumour in esame), l’importante realtà calcistica è vicina a chiudere un accordo di diritti di denominazione dello stadio (title sponsorship) legato al progetto di un nuovo impianto. Un’operazione commerciale del valore stimato di 175 milioni di sterline su dieci anni (oltre 202 milioni di euro).
L’operazione si inserisce in una cornice strategica molto più ampia: da tempo la società guidata dal co-proprietario Sir Jim Ratcliffe sta elaborando piani di sviluppo per abbandonare l’attuale Old Trafford, casa dei Red Devils dal 1910 (nella foto in primo piano), in favore di una nuova struttura da 100mila posti, ribattezzata, dagli addetti ai lavori, come “Wembley of the North”.
Il progetto, presentato ufficialmente nel marzo 2025, prevede la costruzione di un’arena di prima fascia internazionale adiacente al sito storico dell’Old Trafford, con l’obiettivo di superare, per capienza, il leggendario Wembley Stadium di Londra (attorno ai 90mila spettatori) e di collocarsi tra i principali impianti d’Europa.
Oltre alla capienza record, il nuovo stadio è concepito come il centro di un più ampio piano di rigenerazione urbana e commerciale, parte della cosiddetta Old Trafford Regeneration Project, includendo spazi dedicati al retail, all’intrattenimento e alle infrastrutture di servizio.
Dal punto di vista economico, l’accordo sui naming rights, anticipato, in queste ore, dai media britannici, rappresenterebbe una delle principali fonti di ricavo legate all’infrastruttura, in linea con quanto accade nei mercati internazionali dove società sportive monetizzano asset come stadi e arene.
Le trattative, per acquisire le aree necessarie alla costruzione, sono in corso, ma non stanno mancando difficoltà operative allo sviluppo del progetto, con alcuni ritardi dovuti alla negoziazione di terreni contesi e alla mancanza di sostegno diretto da parte del Governo per la realizzazione del nuovo maxi impianto hi-tech. In questo contesto, l’eventuale contratto di naming rights non solo riflette la portata commerciale del piano di sviluppo, ma diventa un tassello fondamentale per tamponare i costi legati all’investimento (stimato in miliardi di sterline) e per attrarre partner globali in grado di rafforzare il bilancio del club di EPL.

