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L’Inter regina del calciomercato di gennaio nonostante il fair play finanziario

E’ la fotografia del calciomercato di
gennaio a marchio Inter, che vede il
club presieduto dal magnate indonesiano Erick
Thohir
, tra i più attivi del mercato interno, nonostante l’Uefa stia
esaminando da tempo i conti societari, che, negli ultimi anni, hanno fatto
registrare una media di perdite pari a 80
milioni
di euro.

Gli arrivi di Lukas
Podolski
e Xherdan Shaquiri,
rispettivamente dall’Arsenal e dal Bayern Monaco, non devono trarre in inganno
i tifosi, così come gli analisti di settore. L’Inter sa perfettamente che deve
rispettare i paletti del fair play imposti da Michel Platini (numero uno dell’Uefa), ma, grazie al gioco di
incastri delle scadenze contabili dei nuovi acquisti, il peso
economico-finanziario dei cartellini finirà nel bilancio 2016. Nell’anno in
corso, invece, verranno contabilizzati gli stipendi collegati al periodo
gennaio-giugno. Circa 4 milioni di
euro di spese gestionali, che la società milanese, “osservata speciale” da parte dell’Uefa, si può ancora permettere di
pagare.

Bassi anche i costi di trasferimento (pari a 600
mila euro) di Podolski, mentre Shaqiri è sbarcato a Milano in prestito gratuito
con obbligo di riscatto. Non si possono escludere, fino al termine del
calciomercato, nuovi colpi a sorpresa, ma sempre mirati e con le stesse
modalità di attivazione.

Da un lato, quindi, l’Inter sta proseguendo nel taglio intelligente dei costi, dall’altro punta
a rafforzare la rosa da mettere a
disposizione di Roberto Mancini, che
ha il compito di centrare l’ingresso in Champions, o dalla porta dei
preliminari (terzo posto in campionato), o attraverso la conquista del trofeo
della Europa league.

Il potenziamento della squadra, in questa finestra di calciomercato, non
è un costo puro, ma un investimento in chiave economica futura. La
partecipazione alla fase a gironi della Champions league genera, per un club
del blasone dell’Inter, ricavi non inferiori ai 30-40 milioni di euro, grazie
anche alla redistribuzione degli introiti da market pool Uefa.

La società nerazzurra è obbligata a spendere per provare ad incassare
ricavi futuri, che serviranno a migliorare i conti del biennio 2015-16, nuovo periodo di osservazione degli ispettori
dell’Uefa sul terreno del fair play finanziario.

L’ingresso in Europa comporterà una serie di scelte obbligate in
concomitanza con il calciomercato estivo. L’iscrizione alla prossima Champions
league è un’iniezione di fiducia e di risorse fresche per la società. In
assenza, l’unica via per far quadrare i conti è la cessione di prezzi pregiati
attraverso i quali fare cassa e plusvalenze da mettere a bilancio a fine anno.

Da non dimenticare infine il tesoretto
del valore di 20 milioni di euro
annui (per un intero quadriennio) portato in dote dal gruppo Infront, nuovo
advisor commerciale dei nerazzurri da quest’estate.

 

Edipress/Sporteconomy

Attenzione ai costi gestionali, con le coppe internazionali nel mirino, sognando, in un prossimo futuro, la redistribuzione di ricavi marketing/ televisivi in chiave di fair play finanziario. Lo rivela oggi il quotidiano sportivo nazionale “Il Corriere dello Sport”, in un articolo a firma di Marcel Vulpis. 

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Marcel Vulpis

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